Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione europea, la presidente del Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha «sottolineato i risultati i positivi raggiunti con il piano di vaccinazione e la ripresa economica che ha consentito alle economie di19 paesi dell’Unione di tornare ai livelli pre-Covid». Questo quanto riportato dall’ex-ambasciatore, Rocco Cangelosi.
«Manca però nel discorso della Von der Leyen, il respiro politico in grado di far comprendere i mutamenti geopolitici che stanno sconvolgendo gli equilibri internazionali e di fronte ai quali l’Europa si trova smarrita e impreparata» spiega su InPiù.net. «Le affermazioni di buona volontà sulla difesa europea suonano come un ritornello stantio senza lasciare intravedere per il momento alcun elemento concreto di evoluzione. Altrettanto per le migrazioni dove ancora una volta Von der Leyen riafferma la necessità di una politica migratoria comune, finora contraddetta dai fatti e dagli atteggiamenti restrittivi di vari Paesi».
«Analogamente complesso si annuncia il cammino per modificare il patto di stabilità, che non solo i Paesi frugali, ma anche molti esponenti politici tedeschi di spicco della CDU impegnati nella campagna elettorale dichiarano di voler frenare. L’Unione nelle parole di Von der Leyen è apparsa ripiegata su sé stessa, concentrata a contemplare i successi raggiunti con il piano vaccinale e le prospettive che si aprono con il Next Generation EU, senza fare riferimento ai pesanti costi sociali che imporrà ad esempio la transizione ecologica, di cui il caro bollette energia è solo un primo assaggio».
«D’altra parte, questa è la situazione dell’Europa attuale e probabilmente la Von dar Leyen non poteva dire di più in attesa che venga completato il ciclo delle elezioni in Francia e Germania e si definisca una nuova leadership europea dopo la partenza di Angela Merkel. Stupisce tuttavia l’assenza nel discorso sullo Stato dell’Unione di qualsiasi accenno alla Conferenza sull’Europa e alle modifiche dei Trattati che sarebbero necessarie per imprimere una svolta all’UE a cominciare dal processo decisionale».








