«L’abbraccio caloroso di Emmanuel Macron a Sergio Mattarella testimonia la volontà di Francia e Italia di ritrovarsi per intraprendere un cammino comune in Europa e nel Mediterraneo. La crisi del 2019 che aveva fatto segnare il punto più basso nei rapporti tra i due Paesi con il ritiro dell’Ambasciatore francese è sepolta e dimenticata».
«I due Presidenti hanno ribadito il loro fermo impegno europeista e auspicato che la Conferenza sul futuro dell’Europa, di cui poco si parla, possa produrre risultati soddisfacenti in modo di aprire la strada a quelle modifiche dei Trattati che appaiono ineludibili dopo la crisi pandemica che ha severamente colpito le popolazioni europee sul piano economico e sociale».
«La ritrovata identità di vedute riapre la strada al Trattato di cooperazione rafforzata, il “Trattato del Quirinale” che era stato messo da parte dopo la crisi dei “jilets jaunes”. Un Trattato che, al pari di quello franco-tedesco dell’Eliseo, vuole essere all’altezza della ritrovata intesa tra Parigi e Roma».
«E in questo contesto si inquadrano i dossier più delicati a partire da quello libico, che negli ultimi anni aveva fatto registrare una rovinosa competizione tra i due Paesi a vantaggio di Russia e Turchia. La lezione dovrebbe essere servita ad abbandonare ogni velleitarismo egemonico per avviare una collaborazione feconda sul terreno e favorire la stabilizzazione del nuovo Governo libico e la tenuta delle elezioni. Il tema delle migrazioni non poteva mancare».
«Macron concede che si tratta di un problema europeo e che bisogna operare insieme soprattutto nella Libia e nel Sahel per affrontare il problema alle radici. Anche l’idea di un servizio civile comune italo francese sembra confermare la volontà di collaborazione a tutto campo. I prossimi confronti a livello europeo ci diranno quanto veritieri siano gli impegni solennemente ribaditi dai due Presidenti», conclude.








