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Giuseppe Busia (presidente Anac): «L’indipendenza è fondamentale per mantenere credibilità»

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«Io confido che alla fine ci sia il pieno riconoscimento delle funzioni attribuite all’Autorità, e non è una rivendicazione di competenze ma l’esigenza di rispettare i vincoli internazionali che l’Italia ha contratto nell’aderire alla Convenzione dell’Onu contro la corruzione», dice il presidente dell’Anac Giuseppe Busia, in un’intervista di Marco Galluzzo per il Corriere della Sera.

Il governo attuale mette a rischio la nostra adesione a diverse convenzioni internazionali contro la corruzione?

«Io difendo il principio che queste competenze siano poste in capo ad un’Autorità indipendente e non a uffici governativi, come tali dipendenti gerarchicamente dal governo. Il controllo di un’Autorità che è indipendente dal governo è una scelta fatta nel 2013 di fronte ad istituzioni e investitori internazionali. Se si fanno passi indietro si rischia di perdere credibilità»

Eppure lei ha attaccato il governo con l’accusa di un’«espropriazione» di competenze.

«Ho fiducia che alla fine si trovi una soluzione, sulla base delle positive interlocuzioni di questi giorni. Mi fermo qui. Aggiungo solo che il presidente degli Stati Uniti tre giorni fa ha sottoscritto un memorandum elevando la lotta alla corruzione a interesse nazionale. Dalla credibilità della legislazione anticorruzione e dell’assetto istituzionale che presidia le regole in materia dipende la credibilità del Paese agli occhi degli investitori istituzionali».

Quanto è credibile il nostro Paese?

«Oggi i grandi fondi d’investimento nel decidere dove destinare le proprie risorse valutano con attenzione l’affidabilità del Paese sui presidi anticorruzione. Noi abbiamo continui contatti con l’estero, e abbiamo fatto tanti passi avanti».

Esiste un rischio che le risorse del Recovery plan finiscano in mani sbagliate?

«Con la banca dati dei contratti pubblici potenziata oltre alla piena digitalizzazione di tutte le procedure di gara, perché ci sia un controllo su ogni euro che viene speso, cercheremo di evitare questo rischio. Decidendo a chi si danno gli appalti del Pnrr si definirà la mappa del potere economico dei prossimi 20 anni, qualcuno crescerà molto e qualcuno perderà. L’individuzzione di questi soggetti deve essere al massimo della trasparenza dei criteri della concorrenza. Anche per questo sarebbe stato inspiegabile trasferire competenze proprie come la definizione dei presidi anticorruzione e di trasparenza da un’autorità indipendente ad un ufficio governativo».

Da quando c’è l’Anac quante posizioni ha scalato l’Italia nelle classifiche internazionali?

«Ha recuperato 17 posizioni nelle classifiche di Transparency international».

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