Di Sergio Castellari, Ph.D. – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Condivido questo interessante articolo dell’associazione Energia per l’Italia (https://www.energiaperlitalia.it/bus-a-idrogeno-troppe-inesattezze-anche-a-bologna/), che ha come Presidente onorario il Prof. Emerito dell’Università di Bologna Vincenzo Balzani, chimico di fama mondiale.
L’articolo rappresenta una risposta alle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Michele Campaniello, della giunta del sindaco Matteo Lepore, nell’intervista pubblicata dal Resto del Carlino il 29 maggio scorso (il collegamento all’intervista è riportato nello stesso articolo), dedicate alla scelta dei nuovi bus a idrogeno a Bologna.
L’assessore ha difeso pubblicamente questa scelta con argomentazioni che gli scienziati autori dell’articolo considerano scientificamente scorrette o fuorvianti e che vengono analizzate e confutate punto per punto.
La lettura di entrambi gli articoli mi ha suscitato alcune riflessioni.
La science-informed policy dovrebbe guidare le decisioni pubbliche
È auspicabile che le decisioni di governo, a livello locale, regionale e nazionale, siano basate sulle migliori evidenze scientifiche, tecniche e socioeconomiche disponibili.
La scienza può fornire la mappa della realtà; la politica decide dove andare.
Questa è l’essenza di una science-informed policy, che dovrebbe svilupparsi attraverso una efficace science-policy interface.
Quest’ultima dovrebbe includere:
- l’utilizzo di evidenze sottoposte a revisione paritaria (peer reviewed) e di metodologie robuste;
- la considerazione dell’incertezza scientifica, comunicandola in maniera chiara e comprensibile;
- il coinvolgimento di esperti indipendenti, e non soltanto di consulenti di parte;
- l’aggiornamento delle politiche pubbliche all’emergere di nuove evidenze;
- l’adozione di meccanismi istituzionali per integrare il supporto scientifico, attraverso comitati tecnico-scientifici, agenzie, enti di ricerca e università;
- la trasparenza sulle modalità con cui le evidenze vengono utilizzate — oppure non utilizzate — nelle decisioni politiche;
- una distinzione chiara tra ciò che la scienza afferma e ciò che i valori sociali suggeriscono di scegliere.
L’idrogeno non è automaticamente la soluzione migliore
Ritengo inoltre importante ricordare che “tecnologia del futuro” non significa necessariamente “tecnologia adatta a ogni contesto”.
L’idrogeno ha e potrà avere applicazioni pienamente legittime, ad esempio nell’industria pesante, nell’aviazione e nel trasporto marittimo. Tuttavia questo non lo rende automaticamente la soluzione più adatta per il trasporto pubblico urbano.
Confondere i diversi contesti applicativi può trasformarsi in un errore tanto comune quanto costoso.
Anche il ricorso al cosiddetto mix tecnologico rischia talvolta di diventare una scorciatoia concettuale. Presentato come sinonimo di apertura mentale e pragmatismo, può tradursi nell’assenza di una scelta chiara, con il risultato di duplicare infrastrutture, moltiplicare i costi e rinunciare alle economie di scala.
Quando l’incertezza scientifica viene utilizzata come argomento
Mi ha colpito, in particolare, che un amministratore locale utilizzi l’argomento secondo cui “la scienza, non la politica, non è univoca nel ritenere quale sarà la tecnologia del futuro” per giustificare una scelta che, secondo gli esperti autori dell’articolo, si colloca in contrasto con il consenso scientifico prevalente.
Si tratta, a mio modesto avviso, di una forma di science washing al contrario: invocare l’incertezza scientifica per legittimare una decisione già assunta.
Mi sembra un caso emblematico nel quale la retorica dell’apertura al dibattito scientifico viene impiegata per sostenere una scelta tecnologicamente ed economicamente discutibile.
Un dibattito pubblico fondato sulle evidenze
L’articolo pubblicato da Energia per l’Italia rappresenta, allo stesso tempo, un esempio concreto di come funziona — o dovrebbe funzionare — il controllo pubblico sulla science-informed policy.
Un’associazione scientifica risponde infatti punto per punto alle dichiarazioni di un amministratore pubblico, contribuendo a rendere il dibattito trasparente e fondato sulle evidenze disponibili.
È esattamente uno dei meccanismi correttivi di cui una democrazia moderna ha bisogno.








