«Credevamo fermamente che le rinnovabili, e altri nuovi vettori energetici, potessero sostituire rapidamente il gas sia in termini di sicurezza dell’approvvigionamento che di accessibilità». Lo ha detto Guido Brusco, direttore generale natural resources di Eni, durante il suo intervento al meeting annuale di Baker Hughes in corso a Firenze.
«È davvero importante investire nelle rinnovabili e in altri vettori energetici, ma alcuni vincoli e limitazioni ne impediscono la crescita nel breve periodo». Il manager Eni ha ricordato quanto è successo durante il 2022 in Italia, in particolare in estate. «Nel pieno della crisi energetica, un’eccezionale siccità» ha sottolineato Brusco «ha portato a un crollo della produzione idroelettrica di circa il 30%, aggravando ulteriormente la domanda di gas naturale.
L’intermittenza stagionale e giornaliera sono vincoli importanti, che impediscono alle rinnovabili di diventare un’alternativa affidabile per il gas nel breve periodo». Brusco ha poi concluso: «Crediamo fortemente nel gas e in tutte le altre soluzioni tecnologiche disponibili per raggiungere i nostri obiettivi di decarbonizzazione. Il nostro obiettivo è ridurre le emissioni di carbonio del 35% entro il 2030 e dell’80% entro il 2040 rispetto al 2018, puntando a Net Zero nel 2050».








