Il caso Gkn fa ancora molto parlare. La questione si colloca all’interno del più ampio dibattito sul lavoro, le cui problematiche vengono spesso sottovalutate dalla politica – come ammesso anche dal segretario del Pd, Enrico Letta. Lo sostiene Michele Brambilla, che spiega come Gkn non rappresenti circostanze isolate: sulla ripresa pesa la perdita di molti posti di lavoro.
«Finora tante famiglie sono state salvate dal blocco dei licenziamenti: ma domani?» scrive sul Quotidiano Nazionale. «Le aziende in crisi non potranno andare avanti senza interventi che rilancino davvero l’economia, e saranno costrette a licenziare. E accanto a questo c’è anche un problema di giustizia sociale, sul quale non è stato disattento solo il Pd, ma un po’ tutti. Ci siamo distratti perché oggi abbiamo tutti più beni di quaranta o cinquant’anni fa, abbiamo tutti l’auto e lo smartphone e andiamo tutti in vacanza, ma è in gran parte l’eredità di quanto guadagnato dalle generazioni precedenti. Enrico Letta ha ragione quando dice che gli anziani non gli parlano delle loro pensioni, ma di figli e nipoti».
«Chi oggi ha dai sessant’anni in su, e ha lavorato tutta la vita, non si gode quanto ha risparmiato: è preoccupato perché i figli e i nipoti faticano anni prima di trovare lavoro, e quando lo trovano sono pagati molto meno di quanto era pagato lui alla stessa età. Molti settori sono in crisi e non possono permettersi di assumere: ma altri hanno raggiunto ricchezze mai viste nella storia, prosperano su precari pagati quattro euro all’ora e pretendono, negli Stati in cui investono, di non pagare le tasse. Questo deve tornare al primo posto nei pensieri non solo del Pd, ma di tutti».
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