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Luciana Borio (consigliera Biden): «La normalità arriverà, ma quando dipende dalle nostre azioni»

La nuova normalità? «Arriverà». Ma «quanto rapidamente dipende dalle azioni che intraprendiamo». Lo sottolinea Luciana Borio, che è stata tra i 13 consiglieri di Joe Biden sul Covid durante la transizione alla Casa Bianca e, prima, ha lavorato per l’amministrazione Trump.

Prima o poi tratteremo Omicron «come una normale influenza, ma ora è prematuro per due ragioni. Una è che, per lo meno negli Stati Uniti, abbiamo 7 milioni di persone immuno compromesse che pur essendo vaccinate restano vulnerabili. La seconda: 25 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni non sono vaccinati perché il vaccino non è ancora approvato per loro», dice in un’intervista al Corriere della Sera.

Finché «non avremo vaccini per i bambini e medicine efficaci diffuse per curare coloro che, benché abbiano tentato di proteggersi, restano vulnerabili, non possiamo tornare davvero alla normalità» aggiunge. Sta diventando «sempre più chiaro che dovremmo misurare ciò che conta di più, ossia se le persone si ammalano in modo grave, vengono ricoverate e muoiono anziché se hanno sintomi leggeri». Ridurre le quarantene per contagiati asintomatici «è una raccomandazione sensata. I vaccinati per la maggior parte sono ben protetti dalla malattia grave e sappiamo che la trasmissibilità del virus da chi è contagiato si riduce ogni giorno che passa». 

Se «tornano al lavoro con mascherine adeguate e sono asintomatici, il rischio di trasmissione è minimo. E negli ospedali c’è bisogno urgente di personale». Per quanto riguarda le terapie, «i monoclonali sono molto efficaci se somministrati negli stadi iniziali, ma vanno costantemente aggiornati: con Omicron solo un tipo resta valido, le case farmaceutiche sono state colte di sorpresa ma li stanno riformulando. E ci sono le pillole antivirali Merck e Pfizer. È questione di tempo: avremo medicine per ogni stadio del Covid ma non ci siamo ancora».

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