Il segmento auto è stato uno dei più colpiti economicamente durante l’emergenza sanitaria. Marco Bonometti, presidente e Ad di Officine Meccaniche Rezzatesi e presidente di Confindustria Lombardia, spiega, in una intervista all’AdnKronos, la sua ricetta per la ripartenza. “Per rilanciare il settore dell’auto, strategico in termini di produzione, occupazione e innovazione, è indispensabile un piano straordinario europeo per l’automotive altrimenti, senza una risposta comune e convinta, oltre alla crisi sanitaria ed economica, avremo una grande crisi sociale europea, con milioni di disoccupati”,
Il presidente di Omr parla di futuro alla fine dell’emergenza sanitaria. “Sarà ancora più difficile se ogni Stato e ogni economia deciderà di andare per conto proprio, adottando misure limitate all’interno dei propri confini. Quello dell’auto – continua – è un problema europeo che va affrontato con urgenza, partendo da un progetto di politica industriale europeo, che veda l’automotive come settore strategico. Per questo – spiega – serve un grande progetto che supporti i grandi progetti partecipati da grandi e piccole imprese e dai centri di ricerca sulle tecnologie di punta e che valorizzi tutta la filiera con risorse in grado di far concorrenza in termini competitività, innovazione e sostenibilità all’industria cinese e americana”.
Bonometti fa degli esempi. “Serve un progetto europeo per le batterie, dove mettere insieme tutte le competenze e valutare gli impatti. L’Europa deve confrontarsi con il resto del mondo ed emanare delle disposizioni sostenibili”. Ma poi gli Stati da parte loro “devono recepire queste disposizioni, mentre noi in Italia abbiamo regole più rigide rispetto agli altri Paesi”.
E poi sulle risorse economiche. “Bisogna mettere importanti risorse per promuovere investimenti, formazione e sostenibilità. Inoltre – ha affermato – l’Europa dovrebbe definire una fiscalità comune per tutti i Paesi, per cui acquistare un’auto non deve essere un costo ma un vantaggio. Per l’Italia, invece – spiega Bonometti – in più serve un forte stimolo alla domanda per far ripartire i consumi privati di auto”. Nel Paese abbiamo un parco circolante di 13 milioni di vetture ancora Euro 3 ed Euro 4, che possono essere sostituite”. Gli stimoli possono assumere la forma di incentivi all’acquisto, sgravi sulle tasse, sul bollo o sulle assicurazioni, ma in ogni caso “vanno costruite proposte per smuovere i consumi, senza dare soldi a pioggia che non smuovono nessun settore, ma che scontentano tutti. Per fronteggiare una situazione eccezionale – conclude – “servono interventi straordinari o rischiamo di distruggere l’industria italiana”.








