Le grandi aspettative e le forti recriminazioni dei «No vax, No mask, No Green pass, in pratica No tutto» sembrano subire qualche rallentamento e cominciano «a mostrare crepe». Questa è la posizione di Beppe Boni, che sembra notare una curva discendente nel oltranzismo dei negazionisti del Covid.
«La politica meno governativa un po’ li segue e un po’ frena, stop and go, e il secondo round di manifestazioni dell’altro giorno è stato un piazza-flop o comunque non ha ottenuto il successo annunciato», scrive su Il Giorno.
«Sarà il buonsenso, pur con qualche legittimo dubbio sui vaccini, sarà che la protesta urlata senza basi scientifiche convince sempre meno, sta di fatto che il Fronte del no non è più così allargato. Anzi più va su (di toni), più va giù (di consensi). Oggi l’unica cosa che ci tira su di morale è sapere che con vaccinazioni, mascherine, precauzioni igieniche e paletti, pur con qualche eccesso, nella vita pubblica il conteggio dei morti e dei ricoverati è molto basso.
«Certo, il variopinto movimento negazionista si fa ancora notare. Ma aver spostato il dibattito su concetti come la libertà in pericolo, la dittatura sanitaria invocando perfino il nazismo, i poteri occulti o altre sciocchezze del genere sta facendo vacillare le convinzioni primigenie. Non tutti gli italiani si fanno affascinare da slogan e frasi ad effetto. Perfino la Lega, sempre dura e pura contro le limitazioni, comincia a rallentare nella corsa a fianco dei No tutto. Il Green pass arriverà e si può discutere come, dove e quando applicarlo ma non è Satana e la difesa del concetto di libertà di certi pensatori che fanno da sponda culturale ai No tutto ha il sapore della provocazione.
«E sul Green pass molti esercenti sono contrari, ma altri, pur ammettendo il disagio, lo considerano una sicurezza per i clienti e per i dipendenti. Un ristoratore di Bologna che ha cariche in una associazione di categoria, pur sbuffando, ci dice che per i camerieri non sarà un gran peso. “Buonasera signori, avete il green pass o il tampone, sì grazie, ecco il menù”. Non è il massimo, ma dato che la partita del virus non è finita, vale la pena di fare l’ultimo (speriamo) sforzo. E se non ci tuteliamo aumentano i contagi, se salgono i contagi si affollano ospedali e cimiteri, si replica con coprifuoco e lockdown. Noi stiamo con i No virus».
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