Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Andrea Boitani (docente Università Sacro Cuore di Milano): «Bisogna riformare le regole fiscali, per evitare di cadere nuovamente nella stupidità»

«Perché un’unione monetaria deve avere delle regole fiscali? In breve: per proteggere i paesi membri dalle esternalità prodotte dalle scelte di politica fiscale degli altri paesi membri, in assenza delle barriere protettive costituite dalla variabilità del tasso di cambio e dai limiti ai movimenti di capitale. Le vecchie regole fiscali europee, sospese dal marzo 2020, guardavano solo a un tipo di esternalità: quella dovuta all’eccesso di debito e/o deficit di uno o più paesi, che mette a rischio la stabilità finanziaria e genera pressioni a favore della monetizzazione del debito da parte della Bce». Scrive così Andrea Boitani, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, su InPiù.net.

«Venivano sostanzialmente ignorate le esternalità macroeconomiche dei cambiamenti unilaterali della politica fiscale da parte di un paese (specie se di grandi dimensioni) in un continente in cui le relazioni commerciali sono molto intense e le catene del valore sempre più integrate», spiega.

«La Germania, per esempio, ha programmato di ridurre, in un solo anno, il suo indebitamento netto dai 240 miliardi del 2021 (6,95% del Pil previsto) agli 80 miliardi del 2022 (2,22% del Pil previsto) e di tornare poi rapidamente al pareggio di bilancio (Schuldenbremse, inserito nella sua Costituzione), apparentemente senza tener conto degli impatti sugli altri paesi dell’Eurozona, come aveva già fatto dal 2011 in poi. È accettabile per una unione monetaria? Non credo».

«Le regole vigenti prima dell’esplosione del Covid erano state pensate nella temperie culturale degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, quando si dava poco credito all’efficacia della politica fiscale su livello dell’attività e occupazione e si riteneva che a tutto potesse provvedere la politica monetaria. Da tempo sappiamo che così non è. Per evitare di cadere nuovamente nella stupidità, bisogna riformare le regole fiscali, tenendo conto sia del mutato contesto economico e politico che delle nuove conoscenze teoriche ed empiriche nel frattempo maturate», conclude Boitani. 

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.