Riscrittura del Recovery plan, riforme strutturali, uscita dal blocco dei licenziamenti preparata con un riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro. Secondo l’economista Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del board Bce, intervistato da Repubblica, queste sono le priorità per i prossimo mesi.
Bini Smaghi ritiene che il calo dello spread “proseguirà quando Draghi formerà il governo, otterrà la fiducia in Parlamento e comincerà a prendere decisioni nell’interesse del Paese. Se si riuscisse poi ad avere un periodo di stabilità politica, intorno ad obiettivi condivisi, lo spread italiano si ridurrebbe ancor più velocemente”.
Quanto al debito pubblico, “Draghi conosce meglio di chiunque i mercati finanziari e sa per esperienza che l’unico modo per uno Stato di essere credibile è quello di onorare i propri debiti, innanzitutto con la crescita economica. Se l’Italia riprenderà a crescere e adotterà una visione di medio periodo nella conduzione della politica economica, il problema del debito – osserva – si risolverà da solo. La crisi di chi ha governato negli ultimi anni è nata principalmente da un uso della finanza pubblica mirato al consenso di breve periodo, ad esempio con bonus di varia natura piuttosto che attraverso riforme. Spetta tuttavia agli elettori capirlo”.








