“Non è possibile che mentre hotel e ristoranti restano chiusi si consenta agli italiani di partire per le Canarie o per le crociere nel Mediterraneo”. Lo dice alla Stampa il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, spiegando che gli albergatori sono “arrabbiati. Oltre al danno la beffa: gli ultimi decreti permettono agli italiani di partire per molti Paesi europei con un tampone all’andata e uno al ritorno senza quarantena. Allora dev’essere permesso anche per gli alberghi”.
Gli albergatori temono la concorrenza per Pasqua: “a queste condizioni è una certezza quella sleale e i tour operator stranieri festeggiano per l’arrivo degli italiani in Francia, Spagna e Grecia, alle Canarie e pure in crociera nel Mediterraneo -prosegue- Per le navi è passato il concetto della bolla, per cui tra tamponati si viaggerebbe al sicuro. Anche Federalberghi però garantisce test in ogni struttura: o tutti aperti o tutti chiusi”. Per chi viaggia fuori dall’Europa “servirebbe la quarantena al rientro, ma è fiduciaria e nessuno controlla”.
A Pasqua “in Italia non ci si può spostare. In compenso consentiamo agli italiani di andare a spendere fuori, rischiando nuovi contagi e varianti al rientro. La sensazione è che nel governo la mano destra non sappia cosa fa la sinistra”.
“Serve un coordinamento tra Ministero della Salute, degli Esteri e del Turismo per garantire parità di condizioni e attenzione alla situazione economica. L’85% degli hotel è chiuso. Da inizio anno nelle città d’arte si registra un calo del 90 per cento. In montagna gli alberghi sono rimasti chiusi e al mare aspettavano la Pasqua e invece rimanderanno a maggio. Tutto questo nonostante non ci sia mai stato un contagio negli hotel”.
“Per fortuna c’è la cassa integrazione fino a giugno, perché il decreto ristori non basta. Il governo Draghi ha stanziato 10 miliardi per 3 milioni di imprese. Un hotel che nel 2019 ha fatturato da 2,5 a 5 milioni e nel 2020 ne ha perso almeno il 60% prende un ristoro di 18 mila euro. Appena finirà la cassa integrazione rischieremo migliaia di licenziamenti e la chiusura di un albergo su tre” che si potrebbe evitare “con prestiti a 15 anni con garanzia pubblica per pagare stipendi, manutenzione e imposte”.
Alla domanda se anche la stagione estiva sia a rischio, “non in Grecia, dove promuovono le isole Covid free, mentre da noi senza una piano del governo si rischia ancora di mandare gli italiani all’estero”, mette in evidenza il presidente di Federalberghi. Bocca afferma di immaginare un’estate normale “almeno per il mare, ma sarà disastrosa per le città d’arte senza stranieri. Per questo dobbiamo evitare che gli italiani vadano all’estero e invogliare francesi e tedeschi a venire da noi in auto. Promuoviamo Capri Covid free invece di vaccinare categorie a caso”. Se gli hotel non venissero finanziati, “c’è la certezza che i fondi esteri siano a caccia di occasioni da saldo. Per questo bisogna finanziare le imprese”, conclude.








