La necessità di energie rinnovabili non c’era in passato, perché l’energia disponibile era abbondante e a basso costo. Oggi questo bisogno c’è. «Non c’è ragione per cui l’intelligenza umana non possa trovare soluzioni». A dirlo è Franco Bernabè, il presidente di Acciaierie d’Italia, ex Ilva.
Le fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico «sono la prima risposta» spiega. «All’inizio erano fuori mercato e sussidiate, poi il costo è crollato. La regione dell’Asia Pacifico ha installato più di metà delle rinnovabili al mondo e grazie all’effetto di scala i costi sono diminuiti del 50% negli ultimi cinque anni. È bastato aumentare la produzione e migliorare la tecnologia per ottenere enormi vantaggi». Anche se hanno dei limiti: «servono spazi enormi e c’è discontinuità nella produzione», afferma in un’intervista al Corriere della Sera.
In Italia «sono cinque anni che le rinnovabili quasi non crescono. Nel 2015 avevamo quasi 19 Gigawatt installati e nel 2020 eravamo appena a 21. In Germania nello stesso tempo si è passati da 39 a 53, in Asia Pacifico da 90 a 422». Comunque «a livello mondiale, solare ed eolico non sono più del 5% del mix. Le fonti fossili restano ancora l’85% del totale». Il gas «è la più recente delle fonti fossili, a minori emissioni di CO 2 ed era considerato fino a qualche tempo fa la fonte di transizione per i prossimi 100 anni».
Se si scindono «le molecole di idrogeno dal carbonio riscaldando il metano senza farlo bruciare, con la pirolisi, non si produce anidride carbonica. Da un lato c’è l’idrogeno pulito e dall’altro una polvere di carbonio che può essere utilizzata in vari modi». Questa tecnologia aveva dei problemi ingegneristici risolvibili. Oltre al premio Nobel Rubbia ci lavora anche Carlo Mapelli del Politecnico di Milano, «che è consigliere d’amministrazione di Acciaierie d’Italia». Secondo Bernabè «non si può pensare di abbandonare le fonti fossili, con il potenziale di innovazione che c’è ancora dentro». Anche perché «non credo le scadenze europee più vicine (sulla riduzione delle emissioni, ndr) potranno essere realizzate».
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