“L’istituzione di un gruppo multidisciplinare di coordinamento centrale, nazionale o regionale, che orienti gli interventi di salute mentale, predisponendo progetti e programmi coerentemente ai bisogni della popolazione e all’andamento della diffusione delle epidemie sul territorio nazionale. È soprattutto cruciale oggi più che mai, tenere in considerazione i bisogni dei bambini e degli adolescenti in ogni dibattito o decisione di adozione di misure restrittive, secondo il principio ‘non per noi, ma con noi’. La ricerca dice che alti livelli di stress e isolamento influenzano il loro sviluppo psico-fisico, più su chi vive situazioni di povertà economica, sociale, educativa. Un bambino su sei in Italia ha un probabile problema di salute mentale”.
Così l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, in un’intervista su Lastampa.it, che sul tema centrale della salute mentale dei cittadini e dei bambini in periodo Covid “sta combattendo in Parlamento una vera e propria crociata”, presentando, insieme ad altri colleghi, una risoluzione, a prima firma On. Siani, sulla neuropsichiatria infantile e chiesto la calendarizzazione di una mozione in Aula sulla salute mentale di adulti e bambini. “Dobbiamo prepararci a combattere una seconda pandemia nascosta – spiega Lorenzin – quella della salute mentale. Dobbiamo mettere la salute fisica e mentale dell’infanzia e dell’adolescenza al centro delle politiche socio-sanitarie del paese e dei singoli territori, coinvolgendo neuropsichiatri infantili, psicologi, servizi educativi e sociali, il terzo settore e i pediatri”.








