Banca Monte dei Paschi sta lavorando a un nuovo piano industriale che tra qualche settimana potrà essere approvato dal Cda con l’obiettivo di dare una prospettiva di sviluppo e crescita alla banca in un mercato decisamente cambiato.
Intanto, con l’operazione Hydra, per il Monte si crea una grande opportunità di tornare alla redditività e di attrarre nuovi investitori.
È quanto ha spiegato, nel corso dell’audizione davanti alla commissione di inchiesta sulle banche, dall’a.d. di Mps Guido Bastianini, che non ha voluto commentare le voci su un’interlocuzione tra Mef e Unicredit su Rocca Salimbeni.
“Dovendo lavorare ancora per un anno con la Dg Comp, la banca fa i compiti a casa perché alcuni degli impegni presi con l’Europa sono di difficile attuazione, anche solo perché è cambiato il mercato”. Al di là delle “complessità ereditate dal passato”, sul fronte “dei ricavi, dell’andamento economico e commerciale la banca ha una dinamica assolutamente apprezzabile e non molto diversa da quella dei nostri competitor, in alcuni casi anche migliore, e quindi credo che ci siano molte possibilità e prospettive di fare meglio, di fare cose diverse da quelle fatte fino ad adesso”.
Monte Paschi ha raggiunto in anticipo alcuni obiettivi di riduzione del rischio credito fissato dal piano di ristrutturazione concordato nel 2017 con Bruxelles. Si tratta del risultato “di un’azione incisiva sulla gestione del rischio” avviato dalla banca negli ultimi anni. Il piano prevedeva di raggiungere nel 2021 un npl ratio del 12,9% ma Mps è già sotto quel livello. A giugno 2020 il valore si attesta all’11,8% e diventa il 10,4% con la nuova definizione dell’Eba.
L’a.d. ha poi parlato dell’operazione Hydra, che prevede la scissione dei crediti deteriorati in favore di Amco e che porterebbe lo stock degli Npl da 11,6 a 3,5 mld. “L’operazione Hydra rappresenta una fondamentale opportunità per ridurre in misura significativa la rischiosità creditizia del gruppo, pur a scapito di una riduzione di 1,1 miliardi del patrimonio, allineandola ai migliori standard del mercato italiano, cogliendo nel contempo l’opportunità di riequilibrare la struttura finanziaria e di fornire concrete prospettive di ritorno alla redditività”.
L’operazione Hydra, ha continuato, “presenta significative e positive ragioni economiche e finanziarie per il gruppo, che sarà cosi’ capace di affrontare l’attuale crisi economica in una posizione più solida, di tornare a generare capitale nel medio termine e di poter attrarre nuovi investitori”.
Parlando del calendar provisioning, Bastianini ha messo in evidenza che l’operazione Hydra “ha il vantaggio di portar fuori dalla banca buona parte dei crediti deteriorati”, quindi sul Monte “impatta molto meno rispetto a tutte le altre banche”. La sua sospensione “la riterrei una cosa assolutamente positiva perché è un sistema che introduce automatismi che sono del tutto comprensibili, ma dobbiamo porci la domanda se è il momento di farlo”.
Parlando delle indiscrezioni circa contatti tra Tesoro e Unicredit per la vendita di Mps, “se il Ministero dell’Economia – che è l’attuale azionista di riferimento – decide se e quando vendere la banca evidentemente fa parte di una trattativa in cui il management ragionevolmente non è coinvolto. Non ho idea di come escano certi articoli sui giornali”, si è limitato a dire Bastianini.
A proposito del decreto liquidità, le nuove erogazioni di B.Mps sono state di “3 mld oltre a 1,8 mld già deliberati e in attesa di erogazione”. Le misure messe in campo dal governo a sostegno di famiglie e imprese, ha sottolineato, “stanno sicuramente attenuando le dinamiche di default a livello di sistema”. Quanto alle moratorie, “a metà settembre le richiese erano 160.000 per quasi 21 mld; 1 mld di sospensioni su clienti già non performing”.
“È ragionevole pensare che ci sarà un aumento del tasso di default nel prossimo biennio” visto che alle imprese saranno richiesti maggiori esborsi per ripagare i debiti. Il “2020 si chiuderà con tassi di default in linea, se non inferiori, a quelli previsti prima della pandemia”. In merito alla ulteriore richiesta danni da 3,8 miliardi pervenuta dalla Fondazione Mps a fine luglio, Bastianini ha spiegato che “la riteniamo una causa su cui abbiamo ottimi argomenti per contrastare le loro richieste. Spero che non ci siano impatti economici per la banca”.
“Abbiamo ottimi argomenti con cui contrastare le loro richieste, queste iniziative giudiziarie sono poco opportune per mille motivi e disturbano colleghi che lavorano in banca. Non è nemmeno una causa, è una ingiunzione relativa a eventi di 10-12 anni fa avrei sperato che non arrivasse”.








