«Sono arrivati sabato sera. Hanno passato la notte qui. Sono andati via martedì sera». A bussare sono stati i Nas, alle porte di Anagni, presso la Catalent, per capire come mai 2,9 milioni di fiale, pari a 29 milioni di dosi, si ritrovassero fermi in magazzino. Il motivo era semplice: escludere flussi non documentati di fiale fuori dall’Unione europea. Per questo è stata interpellata Barbara Sambuco, direttrice dello stabilimento di Catalent, la multinazionale americana che ad Anagni si occupa di infialare il vaccino AstraZeneca, da Elena Dusi per un’intervista su la Repubblica.
Sambuco spiega il motivo per la presenza di così tante dosi dentro l’azienda. «Per noi 2,9 milioni di fiale non sono tante. Si tratta di due settimane di produzione. Dopo essere stato infialato, il vaccino è sottoposto a controlli che, per quanto ci riguarda, possono durare fino a 18 giorni. Sia chimici che di sterilità. Dobbiamo essere sicuri che le fiale non contengano microrganismi. Ne prendiamo alcune a campione e le lasciamo incubare per almeno 15 giorni. Se a quel punto non si sono formati microbi, siamo sicuri che siano sterili».
Un processo che però vede anche «i controlli di AstraZeneca sulla materia prima». «Noi riceviamo la materia prima dai vari stabilimenti di AstraZeneca, la infialiamo ed eseguiamo i test sul contenuto finale. In parallelo AstraZeneca porta avanti altri controlli di qualità sulla materia prima, che hanno bisogno di due o tre mesi. Quando arrivano i risultati, AstraZeneca ci dà il via libera e i vaccini possono lasciare Anagni», per andare poi «in due centri di distribuzione in Belgio. Da lì partono per la loro destinazione finale».
Nonostante i vaccini siano destinati al di fuori dell’Ue, è la Catalent a dover far richiesta per l’export. «Sono le norme europee. Noi siamo lo stabilimento di manifattura. Spetta a noi mandare una pec alla Farnesina e chiedere il via libera all’export. Ma solo su richiesta di AstraZeneca». Cosa che, però, non è avvenuta per queste fiale. «No, lo facciamo se Astra Zeneca ce lo chiede. Siamo solo esecutori».








