A febbraio 2026 il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 3,99%, quindi stabile rispetto al mese precedente.
Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,45% (3,53% nel mese precedente; 5,45% a dicembre 2023) mentre quello sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,42% (3,45% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023).
È quanto emerge dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi.
Ma ora, spiega il vicedirettore generale Gianfranco Torriero, la crisi in Medioriente genera “incertezza”.
“In questo momento stiamo vedendo come i tassi mercato, cioè l’euribor e l’irs a 10 anni, stanno registrando incrementi”.
Gli ultimi dati mostrano l’euribor a 2,15, contro il 2,01 di febbraio, con incremento quindi di 10-15 punti basi; e valori non dissimili registra anche l’Irs a 10 anni, al 2,97 rispetto al 2,80 di febbraio.
“Tutto dipende dalla durata delle tensioni: se ci sarà un riassorbimento della crisi poi i tassi si aggiusteranno” ma la situazione complessiva è “ora di forte incertezza” e se la crisi persisterà “bisognerà valutare nei prossimi mesi l’impatto complessivo”.
Negli ultimi dati di febbraio elaborati dall’Abi immediatamente prima dell’esplodere delle tensioni si registrava “un segnale positivo su impieghi e raccolta ma oggi l’incertezza potrebbe cambiare questo scenario, perché c’è la doppia incertezza sulla durata e sulla evoluzione.
Nei prossimi rapporti monitoreremo, a seconda di come evolverà il contesto”, conclude Torriero.








