La crescita dei marchi cinesi in Europa era ampiamente prevedibile e proseguirà nei prossimi anni, fino a raggiungere quote di mercato “sicuramente a doppia cifra”.
A dirlo è Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, in occasione della presentazione del rapporto presentato con Aniasa, sottolineando come i costruttori cinesi stiano intercettando una parte della domanda europea che i produttori occidentali faticano oggi a soddisfare.
“La crescita dei cinesi in Europa è quello che si era previsto già due anni fa. Parlammo di vento dell’Est: non era difficile prevedere quello che sta succedendo adesso e che succederà nei prossimi anni, e cioè che i produttori cinesi stanno andando a prendere una quota di domanda europea che è quella che più assomiglia alle caratteristiche tecniche e non tech del loro prodotto”, ha spiegato Di Loreto.
Secondo il partner di Bain, va superata l’idea che l’offerta cinese in Europa sia limitata alle vetture elettriche.
“Bisogna sfatare un mito: non è vero che le auto cinesi che arrivano in Europa sono elettriche o solo elettriche. Sono anche elettriche. I produttori cinesi in Europa vendono tutti i tipi di motorizzazione: elettriche, elettrificate ma anche termiche, secondo quella che è la richiesta dei consumatori. E quindi stanno prendendo su ogni segmento, dal segmento A al segmento E, su ogni fascia di prezzo e su ogni motorizzazione una quota di mercato che i player classici occidentali non riescono a soddisfare”.
“Sì, stanno salendo, cresceranno ancora e raggiungeranno una percentuale sicuramente a doppia cifra. Bisogna vedere come reagiranno le case occidentali, perché ad oggi l’offerta dei produttori cinesi è presente su tutti i segmenti, con un numero di modelli comparabile o comunque non inferiore a quello delle case occidentali, ma con molte meno versioni per modello”.
Una gamma più semplice rappresenta, in questa fase, un vantaggio competitivo.
“In pratica hanno un’offerta molto più semplice e quindi anche più facile da comunicare e da distribuire”, ha aggiunto Di Loreto.
La sfida per i costruttori europei sarà quindi industriale, commerciale e di prodotto.
“Bisogna vedere come reagiranno i concorrenti”, ha concluso il partner di Bain, mentre diversi produttori cinesi valutano o preparano una presenza industriale diretta in Europa, soprattutto nell’Europa dell’Est, per avvicinarsi ai mercati finali e ridurre il peso delle barriere commerciali.








