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Arriva dal Chianti il grido di aiuto dei comuni turistici italiani

In Italia, si sa, ci sono bellezze di ogni tipo e in ogni angolo del Paese. Il 2020 sarà ricordato come l’annus horribilis, in primis per la pandemia di Covid-19, ma anche per il non potersi muovere liberamente nel nostro Bel Paese per andare a visitare tutte le sue sfaccettature. Tra queste i meravigliosi paesi del Chianti, Un patrimonio culturale ed eno-gastronomico che oggi rischia il collasso. Il grido di allarme arriva, a nome di tutti, da Paolo Sottani, Sindaco di Greve in Chianti, tra i primi promotori e firmatari dell’appello di respiro nazionale che 28 Comuni d’Italia, disseminati in varie regioni dello stivale, da nord a sud, rivolgono al Governo per salvare i piccoli e i medi comuni a vocazione turistica.

”Riconosciamo il valore del nostro territorio – dice Sottani – siamo consapevoli che ripartire dal valore aggiunto delle nostre eccellenze che spaziano dal settore agroalimentare ed eno-gastronomico alle testimonianze storico-artistico e culturali, dalle emergenze architettoniche alla bellezza del paesaggio in cui esse sono incastonate sia l’unica strada da intraprendere per la ripartenza. Purtroppo adesso – continua – siamo schiacciati dai colpi di una crisi sanitaria e sociale che si è inevitabilmente abbattuta sul fronte economico, causando un processo di impoverimento che spaventa per le sue ampie e crescenti proporzioni. Ne vengono colpite le imprese, i lavoratori e le famiglie. La crisi finanziaria investe i nostri territori il cui prodotto interno lordo dipende in gran parte dai flussi turistici, dal settore della ricettività e del mondo vitivinicolo”.

Il Comune di Greve è legato alla nascita del circuito internazionale Città Slow che porta avanti da molti anni insieme a circa 200 città del mondo e al percorso avviato come territorio Chianti per la candidatura a patrimonio Unesco. ”Siamo un piccolo comune turistico – continua il sindaco – che rappresenta l’essenza italiana che trae forza dalle mani dei suoi produttori, dalle pietre della sua storia, dalla cura della campagna e dalla valorizzazione dei piccoli borghi che hanno permesso lo sviluppo di un turismo slow e sostenibile, pienamente rispettoso dell’ambiente. Ma rischiamo il tracollo. Le nostre entrate – afferma – sono ridotte ai minimi termini e i servizi essenziali sono messi a rischio”.

C’è poi un vero e proprio appello al Governo fatto dal Sindaco di Greve, al quale si sono uniti in questo appello anche altri comuni toscani come San Gimignano, Volterra, Montalcino, Montepulciano, San Vincenzo e Pienza. ”Rivolgiamo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – dice Sottani – l’istituzione di un fondo per tutte le città turistiche, la possibilità di attingere non solo all’avanzo di amministrazione di parte libera e destinata, ma anche a quello vincolato per affrontare con tutti gli strumenti la crisi in atto. Chiediamo – conclude – semplificazione nelle procedure, risorse o strumenti per gli investimenti in manutenzione, non possiamo permettere che il Covid-19 si porti via anche la nostra storia; chiediamo interventi nazionali e fondi di sostegno per gli operatori locali. Da soli non ce la potremo fare: chiediamo allo Stato di darci una mano per farci trovare pronti a ripartire quando tornerà il turismo in Italia”.

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