Le prossime bollette potrebbero rivelarsi decisamente “salate” per gli italiani.
Lo shock energetico dovuto allo scoppio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran spinge infatti Arera a ritoccare al rialzo il prezzo del gas per i clienti vulnerabili, con un aumento previsto del 19,2% rispetto a febbraio.
Una decisione — sottolinea l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente — legata proprio agli effetti del conflitto, che ha comportato quotazioni all’ingrosso in deciso aumento.
Per i 2,3 milioni di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas si attesterà per marzo a 52,12 euro/MWh.
Il prezzo di riferimento complessivo per il nuovo cliente tipo si attesta a 130,97 centesimi di euro per metro cubo.
Il Codacons calcola una “maxi-stangata” da 232 euro annui ad utente, mentre Assoutenti aggiunge che le tariffe del gas “tornano ai livelli della crisi energetica del 2022” e chiede al governo di intervenire sulla tassazione.
Chiama in causa l’esecutivo anche l’Unc, secondo cui è gravissimo che il governo si sia voltato dall’altra parte: “Si tratta del quarto maggior rialzo di sempre e del terzo prezzo più elevato dall’inizio delle serie storiche”.
Ad andare oltre il Dl Bollette si appella anche Federconsumatori, che chiede provvedimenti immediati per arginare i rincari e sostenere le famiglie.
Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ancora una volta sono le famiglie più fragili a pagare il prezzo delle tensioni geopolitiche internazionali, con effetti diretti e immediati sulle bollette.








