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Antonio Patuelli (Presidente ABI): «Servono nuove regole per l’economia, il meccanismo del ‘default’ va rivisto»

“Il primo meccanismo che con l’arrivo del Coronavirus non può funzionare è quello che tecnicamente viene definito ‘calendar provisioning’, insieme alla nuova definizione che è stata proposta per il ‘default’. Un combinato disposto micidiale per l’economia e i cittadini”. A lanciare l’allarme in una intervista al Quotidiano Nazionale è il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, che dal suo osservatorio spiega come “le regole pensate prima della pandemia non possono essere fatte valere adesso, come se tutto fosse normale. Ne va della salute non tanto delle banche quanto dell’economia in generale, della vita di tutti noi. Dei cittadini che investono, delle aziende, piccole o grandi che siano”.

Patuelli fa l’esempio del ‘calendario dei deterioramenti’, “che identifica il deterioramento dei debiti non puntualmente rimborsati e che, come è previsto adesso, risulta eccessivamente rigido. Soprattutto combinato poi con il nuovo concetto di default che sarà in vigore dal prossimo primo gennaio”. Di che cosa si tratta? “Secondo la definizione in vigore tra un mese e mezzo, cade in default chi ha un debito arretrato di 90 giorni, anche per soli cento euro. Se si tratta di aziende il limite sale a 500 euro, in ogni caso bassissimo”.

Quindi se un cittadino è in ritardo nel rimborsare alla banca un debito anche solo di 100 euro per un periodo di oltre 90 giorni viene definito insolvente. “Certo, qui sta il punto. E’ un meccanismo micidiale soprattutto in epoca di pandemia perché chi accusa quel ritardo finisce per essere inserito nella lista dei cattivi pagatori, con tutto quello che ne consegue. E’ evidente che tutto ciò in periodo di pandemia finirebbe per strangolare l’economia” osserva.

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