Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha scritto una lettera rivolta al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dell’Economia Daniele Franco e al titolare degli Esteri Luigi Di Maio. La sua proposta è per il governo, affinché l’Italia abbia la sua authority finanziaria, facendo pressioni su Bruxelles, vincendo così la concorrenza di paesi come Germania e Polonia.
«Siamo in un momento in cui l’Europa guarda all’Italia con maggiore benevolenza e in cui l’Italia esprime autorevolezza e impegno nelle istituzioni dell’Unione. Mi sembra dunque il momento opportuno per chiedere di riequilibrare la dislocazione delle istituzioni finanziarie, candidando il nostro Paese a ospitare la sede dell’Autorità europea antiriciclaggio».
Le parole di Patuelli a La Stampa
Intervistato da La Stampa, Patuelli spiega le ragioni di questa proposta. «Primo perché l’Italia fino a luglio dello scorso anno, fino alla decisione iniziale dell’Ue sul Recovery Fund, si sentiva un po’ negletta. Ma il Recovery è l’inizio, non è anche la fine del tutto. E poi perché non si capisce perché il criterio distributivo delle autorità che è stato usato anche per piccoli o piccolissimi stati, non debba riguardare anche l’Italia, che è uno dei tre principali paesi non solo fondatori ma anche dal punto di vista dimensionale. Non c’è argomentazione logica contro questa proposta».
«La presenza di istituzioni europee sul territorio italiano permette di meglio conoscere e considerare l’Ue da parte di tutti i cittadini. L’avvicina fisicamente. Nel nostro Paese non si sono verificati scandali di riciclaggio che, invece, hanno colpito altri paesi Ue. Abbiamo autorità di vigilanza molto all’avanguardia in materia. Le banche, poi, sono artefici di quasi i due terzi del totale delle segnalazioni delle possibili operazioni di riciclaggio. Vi è un impegno formidabile sui temi della legalità. Abbiamo competenze giuridiche assai diffuse», conclude il presidente di Abi.








