Il Covid non è alle nostre spalle, secondo Antonella Viola. L’editorialista sulla prima pagina della Stampa si chiede: da oggi comincia l’allentamento delle restrizioni che dovrebbe condurci gradualmente a una vita pre-Covid19, lontana da Green Pass, vaccinazioni, gel per le mani e mascherine.
Ma sarà davvero così? Siamo realmente fuori dall’emergenza Covid19? Non commettiamo l’errore – spiega – di pensare che, poiché stampa e televisioni non si occupano più della pandemia, abbiamo chiuso la partita con il nuovo coronavirus.
Purtroppo, non è così: la circolazione del virus non si è affatto arrestata e il futuro resta pieno di dubbi e preoccupazioni. Lo conferma la recentissima decisione della Fda – l’ente che regolamenta l’uso dei farmaci negli Usa – di approvare la somministrazione del secondo richiamo (o quarta dose) per tutti gli over 50, indipendentemente dalle patologie pregresse. Non c’è alcuna ragione – prosegue – per ritenere che il coronavirus evolverà verso una forma clinicamente non preoccupante.
Mentre le mutazioni che causano maggiore trasmissibilità o immunoevasione sono sottoposte alla pressione evolutiva e sono quindi vantaggiose per il virus, quelle che possono causare una malattia più o meno grave non sono soggette alle stesse regole.
Se quindi è ovvio augurarci che il virus non diventi più aggressivo, non possiamo tuttavia puntare tutto su questa speranza. Ecco che allora bisogna restare vigili, controllare l’andamento dei contagi e la comparsa di nuove varianti e prepararsi a eventuali richiami vaccinali.
Quindi – conclude Viola – la fine dello stato d’emergenza non deve farci commettere l’errore di sottovalutare le criticità ancora presenti e quelle future.
Come per tutte le situazioni di rischio, anche nei confronti del Covid19 i governi dovranno essere in grado di rafforzare prevenzione e preparazione, per cercare di giocare d’anticipo e non essere nuovamente e colpevolmente travolti dall’emergenza.








