“La nostra posizione è chiara: per le imprese del comparto moda e accessorio il momento è difficile e bisogna fare quadrato per trovare soluzioni di supporto che vedano lavorare insieme il governo e le associazioni datoriali”.
Lo ha detto Annarita Pilotti, presidente di Confindustria Moda, apprezzando gli incontri voluti dal tavolo Moda indetto dal ministero delle Imprese e del made in Italy come momento di ascolto, di confronto e di scambio.
Confindustria Moda punta poi i riflettori sul credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo, definendola “una questione su cui grava un importante vulnus normativo”.
Inizialmente, infatti, “con la circolare 5/E/2016 del Mise, le attività di ricerca e sviluppo nel settore tessile e della moda erano incluse nel credito di imposta.
Poi, con la risoluzione ADE 41/E del 26 luglio 2022, le regole sono cambiate, imponendo alle aziende di dimostrare il superamento di incertezze scientifiche o tecnologiche non facilmente risolvibili.
Risultato: l’Agenzia delle Entrate oggi chiede alle aziende di riversare in modo spontaneo quello che il Ministero aveva prima ritenuto ammissibile (facendo quindi maturare presso gli operatori una legittima aspettativa), cambiando l’interpretazione della normativa.
Quel credito di imposta – cui le aziende hanno legittimamente avuto accesso sulla base della normativa vigente prima del luglio 2022 – è stato investito in nuovi campionari e collezioni.
Chiederne la restituzione significa correre il rischio di incorrere sia in default aziendali con conseguenti impatti sull’occupazione sia nel moltiplicarsi di contenziosi con l’Agenzia delle Entrate”.
L’associazione chiede, dunque, “un’ulteriore proroga – auspicabilmente a gennaio 2025 – del termine entro cui le aziende devono decidere se aderire alla procedura di riversamento spontaneo, oggi stabilito nel 30 luglio 2024.
A supporto di questa richiesta evidenziamo che l’Albo dei Certificatori risulta al momento vuoto e ‘in attesa della raccolta delle richieste di iscrizione’: lo stiamo attendendo dal settembre 2023 ed è a questi certificatori che le aziende possono rivolgersi per far certificare i loro progetti ottenendone la validazione tecnica in termini di R&S”.
Inoltre Confindustria Moda auspica “una moratoria per interrompere momentaneamente i controlli dell’Agenzia delle Entrate e la conseguente pressione sulle aziende.
l’accesso a un’ipotesi di possibile ‘saldo e stralcio’ sull’importo contestato del credito d’imposta, per consentire alle aziende in contestazione di riversare solo una parte del credito usufruito senza rischiare crisi finanziarie o chiusure definitive”.








