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Annalisa Caruso, imprenditrice Ovyé: “Le PMI sono in difficoltà: abbiamo bisogno di maggiore protezione e di giovani”

Annalisa Caruso, imprenditrice di Ovyé, è intervenuta agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco le sue dichiarazioni prima di intervenire al panel centrato sul tema “Investimenti, innovazione e internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano“, moderato dal giornalista Luca Telese.

Oggi si è parlato del mondo delle imprese, in maniera particolare qui parliamo di un’impresa di calzaturificio, quindi un settore molto importante per l’Italia. Qual è la situazione ad oggi?

Io rappresento il mio brand, quindi io sono la quarta generazione di un’azienda che ha più di 100 anni di storia, insieme a mio socio Luca, che è mio fratello, gestiamo la Ovyé e abbiamo un marchio di calzature pronto-moda donna. Il settore calzaturiero negli ultimi anni ha emesso assolutamente a dura prova, assistiamo ogni anno a un calo di produttività, uscita di imprese dal mercato, l’inflazione ha assolutamente dato un impatto negativo su questo settore perché ha un effetto molto importante sui prezzi a fronte di un consumo del nostro prodotto, delle famiglie italiane assolutamente ridotto, quindi questo ci porta a una situazione molto complessa.

Aspettative per il 2025?

Non ci aspettiamo una ripresa immediata, anche per il contesto geopolitico molto complesso, quindi siamo ovviamente influenzati anche da quello che sta succedendo nel mondo e quindi una ripresa che forse arriverà dal 2026, questo è il contesto in cui ci stiamo unendo.

Quindi è un grido d’allarme importante, rispetto a questo grido d’allarme che cosa vi aspettate dal mondo delle istituzioni o dal mondo del mercato?

Noi ci aspettiamo una maggiore protezione del nostro lavoro su due fronti, il primo contro la concorrenza non sempre, non dico leale, però non sempre giocata sullo stesso piano rispetto ai grandi player internazionali, parlo dell’importazione del prodotto dalla Cina o da altri mercati a basso costo, quindi assolutamente la prima sulla protezione di questo mercato e la seconda sulla formazione dei giovani e anche sulla formazione del personale, degli operai, delle persone che fanno questo lavoro che ormai stanno abbandonando questo tipo di lavoro assolutamente perché lo ritengono magari meno redditizio, meno interessante o molto impegnativo, quindi questo è assolutamente quello che ci aspettiamo dalle istituzioni, dal governo, ci sono oggi assolutamente dei rappresentanti che gli ho anche visti molto predisposti all’ascolto, poi vediamo se questo si possa verificare.

Il tema principale di questo incontro è proprio basato sullo spirito di unità, sulla coesione, sulla ripartenza, quanto questi valori intercettano la vostra attività quotidiana?

Assolutamente, sono i valori fondanti per noi, per la nostra attività, come dicevamo prima io faccio parte di un centro all’ingrosso molto grande qui alle porte di Bologna che si chiama Centergrosse, dove ci sono altre imprese che fanno un lavoro molto simile al mio, noi facciamo tutti moda, quindi abbigliamento, calzature, ognuno con la sua specialità, quindi lo spirito di unione, di adesione, noi siamo nati con questo spirito ed è un po’ la forza oggi, siamo forse l’unico centro all’ingrosso che ha resistito agli scossoni degli ultimi anni, quindi questo è perché siamo uniti e c’è proprio questo spirito di unità, replicarlo su vasta scala è il nostro sogno, ci proviamo, però assolutamente sono i valori fondanti del nostro lavoro, della nostra azienda.

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