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Angelo Panebianco (Corriere): «Quell’inquietante minoranza degli italiani che simpatizza per Putin»

Sul Corriere della Sera Angelo Panebianco ci ricorda quanto la libertà e la democrazia siano fragili. E definisce inquietante il fatto che circa un terzo degli italiani, in un recente sondaggio, abbia espresso il proprio favore per Putin.

Simpatizzare con Putin nel momento della guerra di aggressione all’Ucraina, osserva Panebianco, non è infatti come esprimere, in tempi normali, un’innocua preferenza per l’uno o l’altro dei leader stranieri.

Significa che una forte minoranza di italiani è schierata contro le democrazie occidentali, preferisce la tirannia alla democrazia o, per lo meno, non vede differenze.

Una forte minoranza che un giorno potrebbe rappresentare, circostanze permettendo, la base di massa per qualche nuova avventura autoritaria. Così tutto si spiega.

Per esempio, si spiega perché molti talk show televisivi, per non parlare dei social, diano un così grande spazio a putiniani dichiarati e a cripto-putiniani fintamente pacifisti. Lo spazio che hanno è grande perché lo è anche il loro pubblico di riferimento.

Questi putiniani e criptoputiniani ne sono gli «intellettuali organici», rappresentano e articolano le idee degli italiani che rifiutano la democrazia in versione occidentale.

Non bisogna comunque commettere l’errore di pensare che quel trenta per cento di putiniani dichiarati sia tale perché manovrato da politici, che il putinismo, semplicemente, sia stato loro inculcato da quella parte della politica italiana che da anni amoreggia con Putin.

Non è così. Anzi, è vero il contrario. Quei politici esistono perché il Paese è fatto così, perché i sentimenti antidemocratici sono sempre stati presenti e diffusi in Italia.

Bisogna semplicemente accettare l’idea che tanti nostri connazionali detestino la democrazia liberale, e cercare con mezzi leciti di impedire agli amici dei tiranni di prendere a bastonate la nostra fragile democrazia.

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