“Il caso Qatar e i suoi insegnamenti. È una celebre affermazione di James Madison, un padre fondatore della democrazia americana, quella secondo cui gli esseri umani necessitano delle istituzioni di governo perché «non sono angeli»”.
Angelo Panebianco sul Corriere della Sera si sofferma sulla ‘riforma che servirebbe all’Europa’: “Poiché gli esseri umani non sono angeli – scrive l’editorialista – in tutte le democrazie si registrano, periodicamente, episodi di corruzione. Si scopre ora che anche il Parlamento europeo era esposto allo stesso virus.
Forse hanno contribuito alcune caratteristiche di tale istituzione. Prima di tutto: ma davvero il Parlamento europeo è, in quanto eletto, un organo «rappresentativo»? Certo, formalmente, lo è.
Ma lo è anche sostanzialmente? Dal 1979 i cittadini europei eleggono, divisi per Paesi, i membri dell’assemblea di Strasburgo.
Quanto basta perché si dica che il Parlamento europeo è una istituzione «democratica» (secondo i principi della democrazia rappresentativa), l’unica i cui membri vengano scelti direttamente dai cittadini.
Il problema però – osserva Panebianco – è che quando i cittadini «scelgono» i loro (supposti) rappresentanti non lo fanno perché, attraverso quel voto, intendano condizionare le attività del Parlamento europeo.
Per due ragioni strettamente collegate. In primo luogo, perché, a schiacciante maggioranza, ignorano quali siano le competenze del suddetto organo.
E, in secondo luogo, perché pensano che il loro voto non sia collegato alle sorti di un governo. Nel caso europeo non c’è nulla di tutto questo.
Si spiega così perché il legame fra gli elettori e gli eletti al Parlamento europeo sia debole. O inesistente. Non c’è un’opinione pubblica qualificata attenta a ciò che fa il Parlamento europeo.
Mentre c’è, più o meno, in sede nazionale. In attesa della mitica democrazia europea, forse le cose migliorerebbero un po’ se i governi si accordassero per una riforma che faccia dell’elezione del Parlamento europeo, anziché la somma di tante elezioni quanti sono i Paesi-membri dell’Unione, una vera elezione su scala continentale.
Con possibili benefici effetti sulle relazioni fra cittadini e Parlamento europeo. Ovviamente, ciò non accadrà, per lo meno nel breve medio termine.
Sarebbe bello che lo fosse – conclude -ma il Parlamento europeo, nonostante le opinioni correnti, non è (ancora?) una vera «istituzione democratica»”.








