Il mercato del caffè resiste alla crisi del Covid e guarda avanti in un contesto che vede un nuovo equilibrio del mix di consumo in favore delle mura domestiche. È quanto indica in un’intervista al Corriere della Sera Andrea Illy, Presidente dell’omonimo colosso del settore. «Due tazze a casa, una fuori», spiega il manager al timone dell’azienda di famiglia in cui è appena entrato con una partecipazione di minoranza il fondo Rhone Capital.
«Siamo davanti a una trasformazione dei modi di consumo che rimarrà anche dopo la fine dell’emergenza per il maggiore utilizzo dello smart working. Cresceranno gli acquisti online di capsule ma anche le piattaforme evolveranno col tempo», osserva. «Con l’ingresso di Rhone Capital vogliamo finanziare la crescita nel mercato nord-americano che già pesa per il 20% del fatturato», afferma, spiegando che nel piano pensato solo un anno fa si immaginava «un’apertura capillare di punti vendita esperienziali negli Stati Uniti. Non accadrà. Ci focalizzeremo solo sulle grandi città e nei luoghi di passaggio come stazioni ed aeroporti».
Negli Usa, Illy pensa ad un’offerta diversa, «anche con le capsule per il caffè lungo americano, per intercettare le abitudini del consumatore». Quanto alla quota e alla valutazione dell’azienda «sono dati coperti ancora da riservatezza, ma posso commentare sul fatto che le indiscrezioni uscite sulla stampa non sono corrette. Attendiamo l’approvazione dell’operazione da parte delle autorità Antitrust. L’anno Covid non ha impattato sui bilanci grazie a quattro direttrici di intervento, pertanto siamo orgogliosi della nostra capacità di resilienza anche a marzo ed aprile quando il canale Horeca, tra ristorazione, bar ed alberghi, è andato giù dell’80», conclude.








