Con la seconda ondata di contagi, le banche “devono prepararsi al peggio”. E’ l’avvertimento lanciato dal presidente del consiglio di vigilanza della BCE, Andrea Enria, in un’intervista rilasciata giovedì al quotidiano belga L’Echo.
A suo giudizio, le banche possono “sperare per il meglio, ma devono prepararsi al peggio” con l’aggravarsi della crisi sanitaria. Questo perché “l’impatto sul capitale e il deterioramento della qualità degli attivi sarebbe molto più significativo”, ha spiegato parlando della vulnerabilità finanziaria delle banche durante la recessione.
Il settore bancario europeo “è entrato in questa crisi in uno stato di fragilità strutturale”, ha spiegato aggiungendo che “il consolidamento è uno degli strumenti che possono aiutare le banche a concentrarsi su questi problemi”
Quanto all’aumento dei crediti deteriorati delle banche, Enria è sceso nel dettaglio spiegando che gli istituti “dovranno affrontare difficoltà temporanee, ma dovrebbero superare la crisi, mentre altri non sono sani e non sopravviveranno”. A fine settembre, Enria aveva già espresso la sua preoccupazione per il rischio di un’impennata delle insolvenze sui prestiti sulla scia della recessione legata alla pandemia di Covid-19.
Nel peggiore dei casi, la Bce prevede che i crediti in sofferenza saliranno a 1,4 trilioni di euro, una cifra “ancora più alta di quella che abbiamo sperimentato durante l’ultima crisi” nel 2008/2009, quando hanno raggiunto un picco di circa 1 trilione di euro.








