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Andrea Cardinali, direttore generale di Unrae: “La produzione delle auto è in calo da 20 anni, il Green Deal non c’entra”

Lo scorso 17 marzo Andrea Cardinali, direttore generale di Unrae a partecipato all’evento al #ForumAutoMotive, giunto al suo 10mo anno di attività.

In merito alla riconversione bellica, “mi chiedo quanto ci vorrebbe per poterla mettere in piedi”. Sul piano di Azione Ue secondo Cardinali, “sarebbe già una gran cosa introdurre la neutralità tecnologica per salvare il motore termico. Ma prima Ue deve decidere quale metodo utilizzare per misurare le emissioni nel ciclo vita di un’auto”.

Nel suo intervento, il Direttore Generale dell’UNRAE ha sottolineato nuovamente l’inconsistenza della tesi che vede il Green Deal come causa della crisi dell’auto europea, mostrando come il calo della produzione (in generale ed in particolare nel nostro Paese) fosse già in atto ben 13 anni prima che il provvedimento venisse promulgato.

Cardinali ha poi ricordato che “neutralità tecnologica non vuol dire indifferenza tecnologica ma che esistono soluzioni diverse per raggiungere lo stesso obiettivo”. Se l’obiettivo è azzerare le emissioni allo scarico, al momento le soluzioni tecniche sono due: elettrico e idrogeno, e l’unica praticabile sul piano commerciale è la prima.

Per ‘salvare’ l’endotermico bisogna cambiare l’obiettivo, e misurare non più le emissioni allo scarico ma durante tutto il ciclo di vita. Qualora in Europa si trovasse un accordo su un metodo univoco per misurarle, “bisogna dimostrare che effettivamente le tecnologie alternative all’elettrico siano altrettanto efficaci”.

Concludendo, il Direttore Generale ha commentato il Piano d’Azione – più che altro un ‘Piano d’Attesa’ – della Commissione Europea, che invece di presentare uno schema di incentivazione centralizzato come aveva lasciato intendere, ha proposto un banale scambio di best practices fra Paesi diversi.

In tema di incentivi, inoltre, Cardinali ha ricordato che “il nostro Ministro lo scorso agosto scorso aveva celebrato i successi dell’Ecobonus – che in soli due mesi aveva raggiunto gli obiettivi di svecchiamento del parco auto e decarbonizzazione delle immatricolazioni – e poi a novembre ha affermato che gli incentivi non servono a nulla. Lasciando però aperta la porta alla possibilità che li finanziasse qualcun altro, che altri non poteva che essere l’UE. A questo punto, dunque, “ci troviamo con un nulla a livello nazionale e un nulla a livello europeo”.

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