Dopo il terribile naufragio di Cutro “è subito partito l’attacco delle opposizioni contro il governo Meloni”.
Così Alessandra Ricciardi su Italia Oggi in un articolo in cui osserva che “l’immigrazione, del resto, sarà uno dei dossier chiave su cui il Pd a guida Elly Schlein promette di far vedere i sorci verdi alla Meloni.
Sul banco degli imputati è finito il decreto sulle Ong, che in questo caso però non c’entra nulla perché la tratta in questione non è coperta dalle navi delle organizzazioni umanitarie, e i soccorsi mancati, che in questo caso però non erano possibili.
Non solo per il tempo, ma perché nessuna richiesta di aiuto era stata lanciata tempestivamente. In dieci anni, secondo l’Oim, l’organizzazione internazionale per le migrazioni, le morti nel Mediterraneo sono state 26 mila.
Cifre che certamente sottostimano la realtà dei tanti naufragi invisibili. Il Pd e la sinistra – scrive Ricciardi – chiedono a gran voce di aumentare i corridoi umanitari, che vorrebbe dire aprire le porte dell’Italia, terra di primo approdo, e dell’Europa a migliaia di migranti, generando una situazione insostenibile dal punto di vista non solo economico ma anche sociale.
Al di là del doveroso dolore per le morti innocenti, è evidente che non può essere un’immigrazione incontrollata la soluzione, così come è altrettanto evidente che non può essere la sola Italia a mettere in campo politiche di regolarizzazione degli ingressi.
Il nuovo patto per le migrazioni, dove si parla di responsabilità europea per i salvataggi e di redistribuzione dei migranti, è stato proposto dalla Commissione Ue due anni fa, dovrebbe essere approvato, se va tutto bene, entro il 2024.
A riprova di un’Unione europea pachidermica dove al di là dei buoni intenti e delle belle parole la solidarietà si ferma anche davanti alla richiesta dell’Italia di accogliere alcune decine di migranti (è successo con la Francia).
Su un tema così delicato, e potenzialmente esplosivo, la politica deve saper trovare un minimo denominatore comune. Le strumentalizzazioni e le polemiche – conclude – indeboliscono il Paese e non risolvono i problemi”.








