Malgrado la vittoria non potrebbe essere più netta: il 25 settembre nel Paese e ieri al Senato, il difficile in Italia e in Europa per la futura premier arriva adesso.
Così Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera: “La donna che da oggi è la leader del centrodestra, per il consenso popolare e per la capacità di farlo valere nel Palazzo – scrive l’editorialista – deve affrontare il vero nodo. Che non è far entrare la Ronzulli nel governo, ma stare con l’Europa o con i sovranisti, con Zelensky o con Putin, con il partito del rigore o con quello dello scostamento di bilancio.
Giorgia Meloni sta per diventare la prima donna presidente del Consiglio in uno dei momenti più drammatici della nostra storia. In questo secolo abbiamo già superato crisi terribili: l’11 settembre, il crollo diWall Street, la pandemia; ma i prezzi restavano stabili.
In un’Europa priva di leader, senza la Merkel e con un Macron dimezzato – sottolinea Cazzullo – tornano gli egoismi nazionali, a partire dalla nazione economicamente più grande, la Germania. Ma farsi condurre su quel sentiero è forse nell’istinto, ma certo non nella convenienza della Meloni.
Mai come oggi l’interesse nazionale passa dai buoni rapporti con la Commissione di Bruxelles, da cui dobbiamo incassare in tutto 191 miliardi, con la Banca centrale, che deve continuare a comprare i nostri titoli di Stato, con il Cancelliere Scholz, che non può boicottare per sempre il tetto al prezzo del gas, e con la Francia, che resta il nostro partner economico naturale. La Meloni non è Draghi. Per essere credibile in Europa deve al più presto stabilizzarsi in Italia.
Trovare con Mattarella l’accordo sulla lista dei ministri, collaborare con il premier uscente nella delicata fase di passaggio dei poteri, e soprattutto garantire la tenuta della propria maggioranza.
Fratelli d’Italia, che da ieri ha Palazzo Madama e domani avrà Palazzo Chigi, dovrà alzare il livello: non accontentando i capricci degli alleati, ma formando una squadra solida, aperta agli esperti, competitiva in Europa, non minata in partenza dalle piccole beghe di casa nostra.
Gli italiani – conclude – mai così in difficoltà, non capirebbero. E l’innamoramento diventerebbe presto disillusione”.








