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A sorpresa arriva l’intesa bipartisan tra Meloni e Schlein | L’analisi di Francesco Bei

Francesco Bei su Repubblica commenta ‘l’intesa bipartisan tra Meloni e Schlein’: “Nel frusto tessuto della politica italiana, sclerotizzata da mesi in un copione sempre uguale, si è prodotta ieri una novità rilevante.

A differenza dell’invio di armi all’Ucraina sulla guerra in Medio Oriente il Parlamento è riuscito a ritrovarsi su una linea bipartisan, che ha unito le principali forze politiche.

Un risultato non scontato, rilevante sia per la politica estera italiana che sul versante domestico, visto che si tratta di un accordo frutto dell’incontro di volontà (e di convenienze) tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein.

Proprio nel momento in cui – sottolinea l’editorialista – lo scontro personale e politico fra le due leader sembrava più aspro.

Un cambiamento di linea che era nell’aria fin dalla mattina, quando il ministro degli Esteri Antonio Tajani, per la prima volta, aveva usato toni molto duri nei confronti della strategia militare del governo Netanyahu.

Per Giorgia Meloni continuare a tenere la testa sotto la sabbia era diventato insostenibile.

Anche perché, nel frattempo, tutto il mondo occidentale si stava riposizionando, dagli Usa alla Gran Bretagna, passando per la Francia e la Germania.

Ecco, dunque, la convenienza di Meloni nell’accettare una posizione più equilibrata nel conflitto in corso: l’Italia non può restare alla finestra quando Washington e le altre capitali europee premono per un cambiamento di rotta e le stesse parti belligeranti sembrano più vicine a un’intesa.

Cessate il fuoco umanitario, questo l’elemento di compromesso che tiene insieme l’interesse nazionale, l’interesse politico di Meloni e Schlein e che ha consentito un’unità bipartisan.

Al contrario del ‘riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Ue’, una parte della mozione del Pd che non ha avuto il sostegno del governo e non è passata.

Anche per Elly Schlein, dunque, il bilancio è positivo.

Contestata all’interno del Pd per l’eccesso di ‘pacifismo’ da parte dell’ala riformista e attaccata da Conte per un presunto eccesso di ‘bellicismo’, la giornata di ieri segna un punto a suo favore.

La premier – conclude – l’ha scelta come interlocutrice e ha trattato con lei e non con gli altri leader dell’opposizione”.

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