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Zurab Pololikashvili (Segretario Unwto): «Nel turismo calo a due cifre, ma bisogna rimanere positivi»

Con un video suggestivo sul turismo, l’Unwto ha voluto lanciare un segnale di speranza, su un settore così ferito dagli effetti della pandemia. Su questo tema così importante, Zurab Pololikashvili, il segretario generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per il turismo, ha rilasciato un’intervista all’ANSA.

«Volevamo davvero mandare un messaggio positivo perché sì, il turismo ha bisogno di una grande spinta per ripartire. Principalmente un’iniezione di fiducia. Ora la situazione non è ancora facile perché i Paesi stanno entrando in una seconda fase ma è vero che, grazie a Dio, i numeri sono migliorati in molti Paesi d’Europa per la ripresa del turismo domestico e di breve raggio. Ovviamente parliamo ancora di cali a due cifre e ci vorrà del tempo per recuperare. Ma dobbiamo lavorare in questo senso con un atteggiamento positivo».

Dati eloquenti in tutto il mondo: -93% gli arrivi dei turisti internazionali a giugno rispetto allo stesso mese del 2019, con una perdita di 460 miliardi di dollari di entrate. Senza considerare gli strascichi legati all’occupazione, martoriata da questa pandemia.

«Il turismo genera quasi l’11% dell’occupazione mondiale. Abbiamo stimato una perdita tra i 100 e i 120 milioni di posti di lavoro entro la fine dell’anno a livello globale e ci stiamo completamente concentrando su questo supportando i governi per  progettare politiche e programmi di sostegno»

Lo scorso 27 settembre è stata tra l’altro la Giornata Mondiale del turismo. Il tema scelto dall’Unwto è stato il turismo rurale: «Era il nostro tema molto prima che iniziasse la pandemia ma è stato più attuale che mai perché ci obbliga a pensare a tutte le possibilità che il turismo può offrire anche ai territori rurali, sviluppandoli in modo sostenibile, attraverso investimenti verdi e approcci innovativi. Questo per noi è il futuro delle destinazioni. Proprio questi giorni nella Capitale abbiamo firmato uno storico Memorandum d’intesa con la Fao proprio su questo tema e abbiamo un piano d’azione molto denso che porteremo avanti insieme, per la prima volta, concentrandoci sul turismo e sull’agricoltura come veri motori di sviluppo e crescita per il mondo»

Una tappa storica, ribadita dalla direttrice Europa dell’agenzia, l’italiana Alessandra Priante. «Occupazione, specie femminile, innovazione, dati, promozione, formazione, sviluppo; insieme alla Fao lavoreremo a ben 9 del 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Anche nell’ambito del Green Deal dell’Unione Europea. Una vera gioia. E sono molto fiera di aver iniziato questo dialogo,  portandolo a termine con questa firma importante».

Riguardo la situazione europea, Priante è preoccupata, soprattutto per i tempi che serviranno per tornare quanto meno ai livelli precrisi: «La situazione è sicuramente molto pesante, nonostante il fatto che l’Europa sia l’unica regione del mondo ad avere avuto un certo miglioramento rispetto all’inizio del lockdown mondiale (dal -96% di maggio al -90% di giugno), ma il risultato complessivo vede una diminuzione del 66% degli arrivi internazionali rispetto alla prima metà del 2020. A livello mondiale, stimiamo che – essendo tornati ai valori di 20 anni fa – ci vorranno dai 2 anni e mezzo ai 4 per riprenderci completamente».

Manca un coordinamento riguardo l’apertura e la chiusura dei confini. «Le aperture a singhiozzo e le chiusure improvvise – conclude Priante – hanno creato molti danni più che benefici, perché spesso per le imprese i costi di riapertura e poi chiusura sono stati maggiori. Il problema non sarà quando finiranno le limitazioni agli spostamenti, ma come debbono finire in maniera coordinata e condivisa altrimenti rischiamo molto. Rischia il settore e molte imprese e famiglie». 

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