“Unirsi per essere più forti. Unirsi per vincere la sfida della competitività. Abbiamo creduto con forza in Progetto Italia e nella creazione di un grande player internazionale con forti radici nel mercato domestico, più competitivo a livello internazionale grazie ad una dimensione maggiore, un know how verticale di settore e una solida struttura finanziaria, che ci permettono di avere adeguata capacita’ di investimento in salute e sicurezza, tecnologia e innovazione”.
“E ci abbiamo creduto insieme a CDP Equity, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM e importanti investitori istituzionali italiani e internazionali, che hanno con noi investito per il rilancio del settore delle infrastrutture”.
“Questo progetto oggi si realizza assicurando la continuità industriale e la tutela di migliaia di posti di lavoro. Il settore nel nostro Paese vive un momento di profonda crisi, e la promessa di sblocco di 130 grandi opere da parte del Governo deve essere raccolta e sostenuta, per evitare che la crisi pesi ancora di piu’ sui lavoratori”.
“La decisione del Tribunale accelera la creazione di un Gruppo che oggi rappresenta una delle più grandi aziende europee del settore, con un portafoglio ordini di 44 miliardi, circa 70.000 persone tra diretti ed indiretti a livello globale, in quasi 110 progetti in corso nel mondo, oltre 13.500 km costruiti di ferrovie e metro, 80.000 km di strade, quasi 1.000 km di ponti, 313 dighe ed impianti idroelettrici”.
E’ uforico Pietro Salini, ad del Gruppo Webuild.
Il Tribunale di Roma, all’esito della verifica della regolarità della procedura di concordato e dei risultati della votazione dei creditori, ha pubblicato il decreto di omologa del concordato preventivo in continuità aziendale di ASTALDI.
Il decreto di omologa, pronunciato nell’assenza di opposizioni, non è soggetto a reclamo e, pertanto, è da ritenersi irrevocabile e con efficacia immediata.
L’omologa al concordato è l’ultimo atto che sancisce il ritorno in bonis di ASTALDI e avvia l’ingresso nel gruppo Webuild assicurando la continuità industriale e la tutela dei posti di lavoro.
Con Webuild nasce uno dei più grandi gruppi europei nel settore delle infrastrutture che conta su un portafoglio ordini di 44 miliardi e 70.000 dipendenti tra diretti e indiretti.
Il gruppo si è occupato della costruzione di ferrovie metropolitane per quasi 14.000 km, oltre a 2300 km di tunnel e più di 80.000 km tra strade e autostrade.
Il gruppo che ha ricostruito il ponte sul viadotto del Polcevera insieme a Fincantieri nel giro di meno di un anno ha un track record di costruzione di 946 ponti e viadotti, oltre che di 313 dighe e impianti idroelettrici.
“L’omologa del concordato di ASTALDI rappresenta la positiva conclusione di un iter complesso lungo circa due anni, che ha visto l’azienda, il management ed i suoi consulenti fortemente impegnati per il raggiungimento di questo obiettivo, e che sancisce il ritorno in bonis della Società, permettendo di dare continuità ad una realtà industriale di rilievo internazionale, di salvaguardare i livelli occupazionali e di continuare a contribuire allo sviluppo infrastrutturale del Paese”.
“L’omologa rappresenta, inoltre, un passo importante verso la realizzazione di Progetto Italia, che prevede, a valle del decreto di omologa, l’ingresso del nuovo socio Webuild con una quota di maggioranza attraverso un aumento di capitale dedicato e la creazione di un grande player delle infrastrutture italiano”, ha commentato Paolo ASTALDI, presidente di ASTALDI.
Prosegue Salini: “Questa è l’operazione che forse mi rende più orgoglioso nel corso della mia vita, perché fa bene al Paese dove abbiamo le nostre radici e perché avviene in un momento particolarmente complesso per tutto il settore, facendoci vedere una luce sul futuro in fondo al tunnel”.
“Una operazione resa possibile da una grande squadra di professionisti che mi ha accompagnato per più di due anni in un lungo percorso”.
“La pubblicazione del decreto di omologa rappresenta la conclusione del progetto di integrazione con ASTALDI, una delle imprese italiane più importanti del settore, che ha fatto la storia delle infrastrutture in tutto il mondo” aggiunge Salini.
“Uno dei problemi che il nostro Paese affronta – insiste l’imprenditore – che ci rende più deboli come sistema industriale e finanziario e che trova spesso inspiegabili resistenze al cambiamento, è la dimensione di impresa”.
“Ma crescere è ormai un imperativo in un mercato mondiale popolato da giganti che fanno della loro dimensione il maggior punto di forza”.
“Come ha sottolineato l’AD di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, per crescere serve un progetto Paese che preveda interventi a tutto campo, e per rilanciare la crescita in Italia bisogna sbloccare gli investimenti, in particolare quelli infrastrutturali”.
“In nome dell’eccellenza, della tutela dei posti di lavoro, della creazione di opportunità per le nuove generazioni e, in generale, del futuro del Paese”.
Sulla grande novità interviene anche l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo: “Il Progetto Italia, che con oggi diventa concreto, è stato avviato con il supporto del Gruppo Cdp per rendere il settore delle costruzioni ancora più strategico per la competitività dell’Italia a livello internazionale e fornire un contributo sostanziale al Pil e all’occupazione del Paese”.
“Il Progetto infatti – prosegue Palermo – favorisce l’aggregazione di diversi player, consolidando e rafforzando così il settore delle costruzioni di grandi opere e infrastrutture complesse. Ne beneficeranno anche le piccole e medie imprese che fanno parte della filiera e che singolarmente rischierebbero di rimanere escluse dai grandi progetti infrastrutturali in contesti internazionali”.
“L’iniziativa riveste una valenza di sistema – conclude Palermo – e costituirà un importante volano per la ripartenza dell’economia in questo complesso momento”.








