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Vittorio E. Parsi (politologo): «Lo zar è nudo e vi spiego perché»

Sul Messaggero il politologo Vittorio E. Parsi parla della “farsesca” narrazione russa del conflitto in Ucraina. “Di fronte all’irrompere della realtà, Putin ha costruito la gigantesca messinscena dei referendum ed annessione, proclamato a chiacchiere quello che i fatti clamorosamente smentiscono, perché, per occultare un enorme fallimento, era necessaria una gigantesca bugia.

Se questo può ancora funzionare sul piano interno, in un Paese ottenebrato e intontito da oltre vent’anni di propaganda e menzogne, le cose stanno ben diversamente sul piano internazionale, dove lo show mediatico non poteva certo nascondere la constatazione che i territori che si pretendeva di annettere non erano neppure sotto controllo dell’esercito occupante.

E così abbiamo assistito all’ennesimo rilancio, quello totale, ultimo: la minaccia dell’uso dell’arma nucleare, l’arma definitiva impiegata per capovolgere la realtà del campo, per impaurire gli ucraini, l’Occidente e il mondo.

A questa minaccia la sola risposta che è possibile opporre è quella della fermezza. Si tratta dell’unico atteggiamento in grado di mantenere funzionante la deterrenza, di costringere un Putin totalmente staccato dalla realtà a prendere atto che l’impiego armi nucleari in Ucraina esporrebbe la Russia a una durissima ritorsione.

Cedere ora – sottolinea Parsi – significherebbe cedere per sempre ai successivi ricatti che lo ‘zar nudo’ non potrà che continuare ad attuare nel tentativo di preservare il suo potere.

Seppure non abbiamo nessuna certezza che chi dovesse succedere a Putin sarebbe portatore di una cultura politica e un’etica diverse e migliori, possiamo solo sperare in una rimozione di Putin ad opera dei suoi accoliti e, nel frattempo, confidare che nell’apparato delle forze armate e della struttura statale russa ci sia ancora abbastanza intelligenza e decenza da non mettere in atto ordini che si configurerebbero come un crimine contro l’umanità. Non è molto, ma è tutto quello che abbiamo”.

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