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Vito Grassi, presidente Graded Spa: “O si innova o si muore”

Vito Grassi, presidente Graded Spa, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco le sue dichiarazioni prima di intervenire al panel centrato sul tema “Investimenti, innovazione e internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano“, moderato dal giornalista Luca Telese.

“Ripartenza, spirito di coesione, unità; questo è un bel messaggio che viene dal capoluogo di Regione, assolutamente traino dell’economia nazionale che ci auguriamo possa essere calato con meccanismi di coesione e partecipazione al resto del Paese, territori che oggi stanno più indietro.

Il calo demografico è un problema del mezzogiorno, ma attualmente anche italiano, però se facciamo focus sul mezzogiorno stiamo parlando di un milione di persone che negli ultimi dieci anni sono andate via, di questo milione di persone 200 mila sono laureati, quindi competenze acquisite, ma il dato che deve preoccupare è che dei 200 mila laureati, 140 mila stanno all’estero, non stanno nel nord Italia, quindi secondo me è un dovere dei nostri territori ma di tutto il Paese trovare il modo di trattenere sul territorio questi giovani talenti per cui si spende tanto in formazione e crescita.

Non voglio dettare soluzioni dall’esterno, mi cheido che possiamo fare noi. Noi all’interno possiamo lavorare a modelli organizzativi che siano attraenti per questi giovani talenti che abbiano il piacere, ma anche l’interesse a rimanere sul territorio, per rimanere sul territorio bisogna dare anche strumenti che contrastano il potere d’acquisto dei salari che oggi è oggettivamente ridotto nel tempo e questo lo si fa cambiando il modo di operare delle aziende, aziende che più sono piccole e familiari, più da un lato garantiscono flessibilità e reazione, più dall’altro devono uscire dalla logica familiare, quindi sostanzialmente puntare la scelta più difficile da fare, questa mi sembra la tecnologia che non la do, come strategia gli imprenditori devono fare una netta distinzione tra proprietà, indirizzo e governance della società.

La sfida digitale è la sfida principale, oggi o si innova o si muore, non è che c’è altra scelta, nell’innovazione la digitalizzazione l’ha fatta padrona, ma l’ha fatta padrona anche nella proiezione europea, nel recovery plan la maggior parte sulla transizione ambientale è quella digitale, la maggior parte dei fondi sono già là, quindi l’indirizzo anche qua ci è dato e l’Italia sta oggettivamente indietro sull’alfabetizzazione digitale, qui c’è tanto da fare, sempre per vedere che possiamo fare noi dal lato a lato imprese, le imprese per cercare competenze e quindi rispondere al primo bisogno della digitalizzazione.

Formazione continua significa partecipare al mondo della formazione diversamente da prima, collaborare con le università e quindi abbassare i cicli medio lunghi che sono quelli universitari, ma in cicli rispondenti alle logiche di mercato, quindi lavorare sulle accademi, su partenariati, dare opportunità ai giovani che escono dalle accademi e cercare nuovi modelli di inserimento nelle proprie organizzazioni”.

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