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Veronica De Romanis (economista): «Il Governo vuole usare solo la metà dei fondi del Recovery per nuovi investimenti, ma è un errore. E vi spiego perché»

L’economista Veronica De Romanis mette in guardia dal rischio di sprecare le risorse del Next Generation Eu (Ngeu), circa 209 miliardi per l’Italia, alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) elaborato dal governo.

Questo, infatti, indica un ammontare di nuovi investimenti minore rispetto a quello annunciato e un conseguente impatto sull’economia più contenuto di quello che ci si potrebbe aspettare.

Per finanziare i nuovi investimenti (“investimenti additivi”), il governo ha deciso di utilizzare tutte le sovvenzioni del Rrf (65,5 miliardi) e una parte dei prestiti (40 miliardi).

I restanti 90,5 miliardi saranno destinati a “investimenti che sarebbero altrimenti stati supportati da risorse nazionali”.

In altre parole, oltre due terzi dei crediti europei serviranno a coprire programmi di spesa già esistenti.

I progetti aggiuntivi sono, quindi, pari a 105,5 miliardi, poco più della metà del totale.

Peraltro, di queste risorse, solo il 60 per cento – ossia 63,3 miliardi – finanzierà investimenti pubblici.

L’altro 40 per cento, come precisato nel Pnrr, è assegnato a “incentivi alle imprese, riduzione dei contributi fiscali, spesa corrente e trasferimenti alle famiglie”.

L’importo effettivo dei nuovi investimenti è dunque ben lontano dai 209 miliardi annunciati dal premier.

Del resto, impiegare tutti i prestiti del Recovery avrebbe comportato un significativo aumento del debito pubblico.

Troppo, dal punto di vista del governo.

Ma dal governo ci si aspetterebbe un contenimento del debito destinato alla spesa corrente (leggi bonus) e non del debito per gli investimenti.

Altrimenti, si replicano gli errori del passato.

La crisi attuale richiede, invece, un cambio di passo e un piano serio di riforme, a cominciare da quella della pubblica amministrazione, come richiesto dall’Europa.

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