«Il pericolo dell’inflazione è di nuovo chiaro e presente. L’eccesso di spesa pubblica per contrastare le conseguenze della pandemia e le misure monetarie espansive della Bce hanno raggiunto il livello di guardia. Occorre “tornare alla normalità monetaria e fiscale”. Il peso del debito pubblico va ridotto. E tutti i Paesi dell’eurozona devono di nuovo impegnarsi “a una più stretta disciplina di bilancio”».
Sul Corriere della Sera Paolo Valentino cita le parole dell’ex ministro delle Finanze tedesco battistrada dell’austerità, Wolfgang Schäuble che, scrive, «in un editoriale pubblicato dal Financial Times, prende di mira proprio Mario Draghi, la sua bestia nera durante la crisi dell’euro, del quale fu costretto a subire la politica monetaria espansiva che salvò la moneta unica. Tra Draghi e Schäuble c’è una rivalità antica. Ma è significativo che l’attuale presidente del Bundestag la rispolveri ora che Draghi è alla guida dell’Italia.»
«C’è da un lato il riconoscimento dell’autorevolezza di Draghi dentro il Consiglio europeo. E dall’altro il timore che sia proprio il premier italiano la forza intellettuale e politica in grado di traghettare definitivamente l’eurozona in modo stabile verso una maggiore solidarietà fiscale e l’integrazione politica, invece di farla tornare al vecchio perimetro del Patto di Stabilità e dei bilanci per forza in pareggio, come se il Next Generation Eu fosse solo una necessaria ma fugace parentesi. Si potrebbe argomentare» prosegue Valentino, «che Schäuble conti poco ormai in Germania. E che la sua è la riflessione provocatoria di un ex. Ma è vero fino a un certo punto. Intanto perché si ricandiderà e sarà sicuramente rieletto al Bundestag, di cui è membro da 48 anni.»
«Ma soprattutto» aggiunge Valentino, «perché, con l’uscita di scena di Angela Merkel, la sua influenza dentro la Cdu sarà ancora più forte. È chiaro che le linee di schieramento della prossima battaglia all’interno dell’Unione Europea stiano definendosi e Schäuble chiami i suoi a raccolta. La sua azione non è isolata, visto che mercoledì il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha esplicitamente chiesto all’Eurosistema di “stringere la corda della politica monetaria”».








