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Un mese da Leone| L’analisi di Antonio Socci

Su Libero Antonio Socci giudica positivamente il primo mese di pontificato di Leone XIV, sul quale – osserva – si fanno due valutazioni opposte.

La prima è quella del card. Camillo Ruini, il quale, in un’intervista, ha dichiarato che l’elezione del nuovo Papa ha di colpo unito e rasserenato la Chiesa: “Quei non pochi fedeli che, a torto o a ragione, erano a disagio per le – vere o presunte – aperture dottrinali di papa Francesco si sono sentiti rassicurati… Il clima che respiriamo oggi nella Chiesa può definirsi di gioia e di pace”.

Dall’altro lato ci sono i “guardiani della rivoluzione” progressista che, allarmati dalle parole del nuovo Papa, fin dal primo giorno (con Vito Mancuso) hanno cominciato a criticarlo (tanto più ora che Leone XIV, parlando della famiglia, ha osato citare l’Humanae vitae di Paolo VI, da loro vista come fumo negli occhi).

Paventano “ritorni indietro”. “C’è un odore di disperazione tra loro”, ha scritto, su Crisis Magazine, Austin Ruse, presidente del Center for Family and Human Right a New York e Washington DC.

Ruse ha ricordato il disagio vissuto durante il precedente pontificato, quando certi insegnamenti della Chiesa sono stati messi in discussione e, paradossalmente, i cattolici sono stati costretti a considerare come “magistero” la (discutibilissima) teoria propagandata da Greta Thunberg sull’emergenza climatica per causa umana.

Ruse ha pure sottolineato quanto poco “misericordioso” sia stato il trattamento riservato a chi esprimeva dubbi e perfino ai cardinali considerati non allineati.

Con Leone XIV l’aria è cambiata subito.

Lo ha mostrato “il forte accento posto sulla fede e sulla preghiera”, dice Ruini, “o anche la stola e la mozzetta che ha indossato”.

Pure la decisione di rientrare nell’appartamento pontificio rivela un Papa che vuole tornare alla normalità (e lavorare insieme alla Curia, a partire dalla Segreteria di Stato).

Tanto Francesco, fin dall’inizio, sembrò ansioso di far vedere che lui era diverso da tutti i Papi precedenti, quanto Leone continua a citare e valorizzare tutti i predecessori (compreso Francesco).

Leone rifiuta personalismi e protagonismi: “Sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato” (9 maggio).

Questo perché “la pietra è Cristo, Pietro deve pascere il gregge senza cedere mai alla tentazione di essere un condottiero solitario o un capo posto al di sopra degli altri, facendosi padrone delle persone a lui affidate” (18 maggio).

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