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Ucraina in caduta libera e i rischi per l’Europa | L’analisi di Rocco Cangelosi

Forse è giunto il momento per l’Europa di riflettere sulle conseguenze di una possibile sconfitta ucraina e della possibile caduta del governo Zelensky.

I segnali che giungono dalla situazione sul terreno, dalle dinamiche interne al governo di Kiev e dalle opinioni pubbliche fanno pensare al peggio.

L’avanzata russa in Donbass con la caduta di Pokrovsk sembra inarrestabile, mentre Putin intensifica i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche e civili per piegare la resistenza ucraina, consapevole del sempre meno convinto supporto americano.

D’altra parte Trump sembra perdere slancio e la baldanza dei primi mesi della sua presidenza si va mano a mano esaurendo, essendo alle prese con molti problemi sul fronte interno e quello internazionale.

Le recenti sconfitte elettorali a New York, in Virginia e in New Jersey, più il caso Epstein, suonano un campanello di allarme, mentre i consensi calano di fronte a un aumento costante del costo della vita.

Sul piano internazionale poi, i margini di manovra americana si riducono.

Per Gaza e il Medioriente si deve confrontare con il ritorno della diplomazia russa in sede Onu, dove Mosca ha presentato una risoluzione in alternativa a quella americana per il dispiegamento di una forza multinazionale a Gaza.

Problematico anche il confronto aperto con il Venezuela che, se portato alle sue estreme conseguenze, potrebbe determinare una crisi di ampie proporzioni sul piano internazionale e un maggiore isolamento americano.

In questa situazione appare sempre più evidente che l’Europa non è in grado da sola di sostenere la resistenza ucraina e dovrà optare per il male minore, salvando il salvabile e concentrandosi sulla propria difesa.

Ma anche un piano di contenimento dei danni appare complicato per lo sfaldamento del fronte delle opinioni pubbliche, tentate dai Salvini nostrani di turno di ripiegare su posizioni pericolosamente rinunciatarie.

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