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Tommaso Miele, Presidente aggiunto Corte dei conti: “Bisogna pensare a un turismo allargato a tutto il Lazio e liberare la PA delle sue funzioni burocratiche”

Tommaso Miele, presidente aggiunto della Corte dei conti, ha partecipato all’evento “Insieme per il futuro di Roma e del Lazio” organizzato dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 28 maggio 2025 a Roma.

Il presidente Miele ha portato il suo contributo come relatore al panel: “La visione degli operatori del turismo e le infrastrutture al servizio del turismo (oltre il Giubileo)” moderato dal giornalista de Il Sole 24 Ore Gianni Trovati.

Per farsi trovare pronti per il giubileo del 2033 occorre programmare per tempo e soprattutto mettere in grado anche chi deve realizzare determinate infrastrutture di muoversi con gli strumenti adeguati per poter realizzare nei tempi necessari quelle infrastrutture. Quindi occorre anche liberare le amministrazioni dai lacci e lacciuoli che incontra con le procedure ordinarie e poi bisognerebbe anche dal punto di vista strategico pensare a formule organizzative che possano consentire e rendere appetibili la realizzazione di determinate opere. È stato evocato da più interventi il partenariato pubblico-privato, è quello che consentirebbe, se studiato bene e se si creano le condizioni per incentivare l’intervento del privato, per realizzare nei tempi e bene le strutture necessarie per fare di Roma e del Lazio delle mete turistiche.

Io parlo di Roma e del Lazio perché non dimentichiamo che il Lazio non è solo Roma, Roma potrebbe avere un circuito turistico molto esteso se si pensa, per esempio io sono ciociaro e quindi della provincia di Frosinone, quindi un’ora o un’ora e mezza di auto, quindi significherebbe creare veramente un turismo allargato.

Però bisogna creare le strutture ricettive, rendere una città vivibile perché certamente se si fanno i lavori mentre c’è il giubileo non è una bella cosa, bisogna quindi programmare con molto anticipo e soprattutto programmare bene per fare in modo che si realizzino queste opere, attraverso tutti questi strumenti che sto dicendo. Poi soprattutto io sono molto affezionato a quest’idea, la pubblica amministrazione, dobbiamo abbandonare una cultura fatta di controlli, di procedure molto complesse, altrimenti si scoraggiano anche i privati, quindi bisogna mettere veramente in condizione le pubbliche amministrazioni, quindi anche gli enti locali di lavorare per creare queste infrastrutture ed evitare soprattutto che si arrivi impreparati agli appuntamenti che danno l’opportunità di realizzare infrastrutture che restano nel tempo.

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