“E’ preoccupante pensare che ci sono ancora alcuni Paesi in Europa che vogliono imporre condizioni all’assistenza preferendo erogare prestiti piuttosto che altre forme di aiuti, come i trasferimenti”.
Lo ha detto il premio Nobel per l’Economia Joseph Stigliz in una intervista alla Stampa.
“Gli aiuti decisi da Bruxelles devono essere realmente tali e non prestiti che andrebbero ad aggravare la situazione di una Paese già alle prese con un disavanzo importante”, dice.
“E’ preoccupante pensare che ci sono ancora alcuni Paesi che vogliono porre condizioni inique all’assistenza”, spiega pensando “ai soliti noti di una certa Europa che preferiscono erogare prestiti invece che altre forme di aiuto” e sottolineando come “i soldi devono essere dati all’Italia a fondo perduto”.
“Se qualcuno sbandiera il principio di solidarietà a livello istituzionale deve poi dimostralo con i fatti”, prosegue: “non farlo significa negare il senso dell’Unione oltre a mostrare una chiara miopia”.
“Se Paesi come l’Italia riescono ad avviare una ripresa forte, e quindi diventano più robusti e più equi, ne beneficia l’Europa tutta e non solo il singolo Paese” prosegue.
Ovviamente condizioni per chi riceve questi aiuti dovranno esserci, aggiunge Stigliz: “ma esclusivamente focalizzate a creare quel quadro di garanzia entro il quale modulare gli interventi dei governi”.
“Ovvero è necessario che le azioni attuate dai singoli membri contribuiscano a creare un’Europa più giusta e equa dal punto di vista economico con una forte sensibilità verso il rispetto dell’ambiente”.
E conclude: “non possiamo pensare semplicemente a ritornare dove eravamo prima di questa pandemia ma andare oltre e investire , attraverso la formula della ‘green spending'”








