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Stella Coppi Frattini, Presidente Fondazione Ingenio: “I giovani eccellenti vogliono restituire valore al Paese”

Stella Coppi Frattini, Presidente Fondazione Ingenio, ha partecipato agli Stati Generali della Ripartenza 2025 “Insieme per far crescere l’Italia”, organizzati a Bologna dal 27 al 29 novembre 2025 dall’Osservatorio economico e sociale “Riparte l’Italia”.

Il suo intervento si è tenuto nel panel “Il sistema Paese, i giovani e le generazioni future“, moderato dal giornalista Andrea Pancani.

Ecco l’intervista rilasciata prima di partecipare all’evento.

Oggi si è parlato di giovani, di futuro. Spesso i giovani vanno sulle pagine dei giornali, ultimamente per cose non positive, invece c’è tanto bisogno di speranza.

C’è tanto bisogno di speranza, ma ci sono tante storie belle.

Io voglio sempre portare l’esempio dei ragazzi con i quali ho a che fare con la Fondazione Ingenio. Noi siamo arrivati alla dodicesima edizione del Premio Italia Giovane, dove premiamo le eccellenze, diciamo under 35, sia dedicate allo Stato, quindi eccellenze di Stato, sia eccellenze diciamo nel mondo civile.

Sono delle storie meravigliose e ci danno uno spaccato di una realtà giovanile veramente bella, sana, determinata e consapevole anche del loro ruolo nella società, cioè il loro valore del profitto, della loro carriera personale, è un valore, ma per loro è un valore che ha poi un bene più ampio, cioè loro vogliono sempre ritornare in Italia, vogliono sempre riportare qualcosa al Paese e noi cerchiamo di, come dire, curare questo serbatoio di eccellenze che è a servizio del Paese, di cui loro hanno bisogno del Paese, ma il Paese ha molto bisogno di loro, quindi cerchiamo di essere dei facilitatori, di metterli in rete fra di loro, metterli in rete con le istituzioni per tenere calde queste meravigliose risorse che abbiamo, perché sono delle storie una per una incredibili, andrebbero raccontate tutte.

Ma cosa manca? Cosa si potrebbe fare di più?

Oggi nel panel è stato detto tantissimo su cosa si potrebbe fare di più per i giovani nel nostro Paese e credo che richiederebbe veramente gli stati generali della gioventù e quindi se ne potrebbe parlare per giorni.

Io per quanto concerne l’ambiente dei ragazzi under 35, già come li definiamo eccellenze, quello che manca è un collegamento diretto, cioè noi sforniamo molti talenti, molti più di quanti il Paese sia in grado di assorbirne, quindi ci vuole un collegamento più diretto con le aziende, ci vuole un collegamento più diretto anche con le istituzioni.

Raccontavo prima che abbiamo avuto un incontro due anni fa con il ministro Abodi al quale abbiamo rappresentato delle istanze di questi ragazzi, ma anche molto concrete a livello di fiscalità, a livello di regolamentazione, perché stavano aprendo delle strade che però c’erano degli ostacoli puramente burocratici che loro hanno aiutato a risolvere, quindi bisognerebbe soprattutto ascoltarli di più, perché loro sono veramente sulla cresta dell’onda che noi non vediamo, perché loro sono non il presente, loro vedono già quello che sarà e quindi un po’ come diceva il presidente Marchesini nel suo panel, non sappiamo cosa farà fra dieci anni, che lavoro farà fra dieci anni un ragazzo di 14, però i nostri lo stanno intuendo, quindi bisognerebbe ascoltarli di più.

E in questo il vostro ruolo come corpo intermedio è fondamentale, perché lo Stato non riesce ad arrivare ovunque.

Giustamente lo Stato non può fare tutto, quindi è necessario essere degli intermediari che facilitano da ambo le parti, credo che sia, insomma questo è il nostro scopo, speriamo di farlo bene e devo dire il grande aiuto ci arriva dai ragazzi.

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