Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Stati Generali, l’allarme di Visco (Bankitalia): «Il reddito pro capite sceso ai livelli del 1870. Servono atti concreti subito. Ecco quali»

“All’inizio di questo mese, la Banca mondiale stimava un calo del 5,2 per cento. La scorsa settimana l’OCSE ha diffuso scenari che indicano una discesa del 6,0 per cento nelle ipotesi meno sfavorevoli e del 7,6 per cento qualora si presentasse una nuova ondata di contagi. E’ stato calcolato che quest’anno si registrerà a livello globale la più diffusa diminuzione del reddito in termini pro capite dal 1870”.

Atti concreti, risoluzione dei nodi strutturali che bloccano la produttività in Italia, ripensamento del sistema fiscale e recupero dell’evasione, ingente fardello rispetto a tutti i principali competitor.

A poco più di due settimane dalle Considerazioni finali, il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, torna a scrivere la ricetta per uscire dall’impasse che blocca il Paese, ancor più in questa emergenza Coronavirus, crisi senza precedenti nella storia moderna, ribadisce.

Lo fa in occasione degli Stati generali dell’economia prendendo la parola dopo i vertici dell’Unione europea e della presidente della Banca centrale, Christine Lagarde.

“In diversi Paesi, tra cui l’Italia, la mobilitazione degli investimenti richiede soprattutto un ambiente economico favorevole alle imprese, con servizi pubblici e privati efficienti e agili, adeguate infrastrutture”, suggerisce la responsabile dell’Eurotower subito dopo aver sottolineato come “in qualità di responsabili politici, vi incoraggio a non sprecare questa crisi. La Bce farà la sua parte nell’ambito del suo mandato”.

Considerazioni certamente condivise dal numero uno di Via Nazionale secondo cui i punti da cui partire sono ben delineati perché la politica monetaria ha fatto e può fare molto ma la regia spetta alla politica: Pubblica amministrazione, innovazione e salvaguardia del patrimonio. Perché il turismo è uno dei settori più compromessi dalla pandemia e soprattutto in quanto tornare a crescere, afferma Visco, è alla nostra portata a patto che portiamo a termine quelle riforme di cui spesso si finisce solo per parlare e anche in questo contesto difficile l’incertezza inevitabile – dallo sviluppo di nuovi focolai ad una possibile seconda ondata e agli effetti psicologici sulla domanda e sugli acquisti impossibili al momento da quantificare – non diventi l’ennesima “scusa per non agire”.

Gli spazi di manovra si stanno riducendo, così il responsabile di Palazzo Koch invita a sciogliere i nodi. “Per riportare la dinamica del pil almeno all’1,5%, il valore medio annuo registrato nei 10 anni precedenti la crisi finanziaria globale – ammonisce – servirà un incremento medio della produttività del lavoro di quasi 1 punto percentuale l’anno. Un obiettivo alla nostra portata, ma conseguirlo presuppone una rottura rispetto all’esperienza storica più recente, richiede che vengano sciolti quei nodi strutturali che per troppo tempo non siamo stati capaci di allentare e che hanno assunto un peso crescente”.

“La sostenibilità del debito pubblico non è in discussione – ribadisce – ma il suo elevato livello in rapporto al prodotto è alimentato dal basso potenziale di crescita del Paese e al tempo stesso ne frena l’aumento”.

In questo contesto va quindi inserito il recupero del Mezzogiorno.

“Nelle regioni meridionali – spiega Visco – deve innanzitutto migliorare l’ambiente in cui le imprese operano, in primo luogo con riferimento alla tutela della legalità. È più ampio il ritardo tecnologico da colmare, inferiore l’efficacia delle politiche pubbliche: il 75% delle ‘opere incompiute’ è localizzato in queste regioni, alle quali fa capo solo il 30% dei lavori pubblici”.

Ricerca, allocazione efficiente della spesa pubblica sono gli altri medicinali della ricetta prescritta dal governatore prima di esortare ancora una volta ad agire nell’ambito di quel patto sociale che ha fatto da sfondo all’ultimo appuntamento di Bankitalia: “Permettetemi di concludere formulando il mio più sincero auspicio che queste consultazioni nazionali possano concludersi con degli atti concreti che ci consentano di compiere quei passi avanti di cui il Paese ha più che mai bisogno, anche attingendo alle numerose proposte avanzate e sfruttando appieno le opportunità offerte dai nuovi programmi europei approvati e in corso di definizione”.

E sempre dagli Stati generali è intervenuto Angel Gurria, affermando che l’esecutivo italiano merita riconoscimento per le azioni rapide intraprese.

Il segretario dell’Ocse ha quindi auspicato che “quando si elimineranno progressivamente le misure di sostegno, il governo dovrà assicurarsi che ciò non venga fatto troppo presto”.

La fine prematura del sostegno fiscale, a suo avviso, “rischierebbe di estendere i fallimenti di imprese e di aggravare le perdite causate dalla crisi, soprattutto in uno scenario di doppia ondata” dell’epidemia.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.