“Il rapporto di Symbola sfata un luogo comune: che l’Italia abbia un comportamento virtuoso in termini di economia circolare perchè è un paese povero di materie prime. E’ solo parzialmente così. Se si analizza bene cosa c’è alla radice dell’ottima performance dell’Italia in materia di economia circolare, c’è senz’altro un atteggiamento sano nei confronti dello spreco, ma c’è anche una governance fatta bene, che ha spinto l’innovazione nella direzione giusta. L’esempio dei consorzi della carta è un esempio, ma non l’unico. Oggi il recovery ci dà la possibilità di accelerare su di un terreno sul quale siamo all’avanguardia rispetto agli altri”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, intervenendo a un convegno della Fonfazione Symbola sull’economia circolare nel Next Generation Eu.
“Nel rapporto vediamo come l’equivalenza fra materiali riciclati ed energia sia importante – ha aggiunto Starace -. Quarantaquattro milioni di tonnellate di materiali riusati sono l’equivalente di 23 milioni di tonnellate di petrolio o di 63 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera evitati. Questi 63 milioni di CO2 evitati sono circa l’85% della CO2 che tutta la produzione elettrica italiana emette in un anno. Se si spingesse ancora un po’ su questo fronte, andando a 50 milioni di tonnellate di materiali riusati, si potrebbero risparmiare altri 7 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera”.
“Dal punto di vista energetico, l’economia circolare equivale ad una economia efficiente – ha concluso Starace -. E una economia efficiente è un’economia ambientalmente più responsabile e molto più sostenibile. C’è una diretta relazione fra l’efficienza energetica e la circolarità dell’economia”.








