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Silvia Salis, Vicepresidente Vicario del CONI: “Lo sport italiano è un Made in Italy di successo perché è a contatto con tutto il territorio”

Silvia Salis, Vicepresidente vicario del Coni, è intervenuta agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.

Ecco le sue dichiarazioni prima di intervenire al panel centrato sul tema “Sport ed etica: un connubio imprescindibile“, moderato dal giornalista e direttore dell’Osservatorio Riparte l’Italia Giuseppe Caporale.

“Lo sport è continuamente in ripartenza, nel senso che è una stagione che non finisce mai, poi il Comitato Olimpico seguendo sia gli sport invernali che gli sport estivi di ripartenza ne sa qualcosa. Sicuramente ci sono stati dei momenti cruciali nel nostro paese nel quale lo sport, pensiamo anche al Covid, è stato un elemento fondamentale per la ripartenza e anche spesso per mantenere un contatto con la realtà. Credo che sia un elemento di grande unione del nostro paese, sia un Made in Italy di successo, che funziona e che sia totalmente aspirazionale per chi lo segue.

Siamo un mondo che viene guardato da fuori come un mondo degli ideali. Io dico sempre che come tutti i mondi non è un mondo ideale perché è fatto di persone come tutti noi, come quelle che si trovano nel mondo, quindi persone fallibili ma la nostra responsabilità è quella di ricordarci sempre che veniamo da fuori guardati per trovare un’ispirazione, per trovare una strada, per essere un esempio, per cui in ogni esternazione, in ogni comportamento, sia la parte ovviamente nostra dirigenziale di politica sportiva, sia soprattutto la parte dei nostri atleti nei vari campi di gara non deve mai perdere di vista il fatto che in quel momento chi rappresenta l’Italia, chi rappresenta lo sport sta dando un esempio.

Il Comitato Olimpico storicamente ha una dirammazione sul territorio molto importante, con i nostri comitati regionali abbiamo ovviamente una grande collaborazione con tutte le istituzioni locali e i comitati regionali delle federazioni sui vari territori, quindi abbiamo sempre un polso della situazione molto preciso, di come stanno le nostre società, di cosa succede in Italia in tutte le regioni, questo è fondamentale perché l’attività sportiva sia quella di base che quella di vertice ha una diffusione omogenea nel territorio e in qualsiasi provincia anche la più piccola, la più remota può nascere un campione olimpico”.

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