Come noto, la sfida che ha lanciato il Covid-19 al mondo del business, per molte aziende, è al limite dell’impossibile.
Allo stato attuale risulta difficile immaginare una gestione aziendale volta allo sviluppo del business ma, contemporaneamente, rispettosa del valore prioritario della salvaguardia della salute delle persone.
La pandemia ha giustamente obbligato i Governi a prendere decisioni che avessero come priorità la salvaguardia della salute dei cittadini.
Tuttavia, la quarantena imposta, ha comportato un drastico ridimensionamento dei consumi, fatta eccezione per il food, la healthcare, l’high tech e poco altro.
Il rispetto dei vincoli sulla mobilità per far fronte al virus ha inoltre scardinato vecchi modelli organizzativi aziendali, mentre è aumentata la volatilità dei mercati.
Per difendere le quote di mercato e sostenere i propri ricavi l’arena competitiva è diventata decisamente più aggressiva. Quasi tutte le aziende ne stanno sopportando il conseguente stress finanziario.
In altre parole: niente è più come prima.
Il Covid-19 ha poi trovato in Italia un Paese fragile, con gravi problemi di crescita causati da decenni di errori strutturali nella burocrazia, fiscalità, giustizia, istruzione, mancanza di infrastrutture (anche digitali), etc.
Sostenere i consumi in un contesto già difficile, aggravato da quanto provocato dal coronavirus, non è quindi facile.
Il tessuto industriale italiano è inoltre basato su piccole e medie aziende che hanno grossi problemi di recupero crediti nei confronti delle grandi aziende clienti e nei confronti dello Stato, avendo contemporaneamente scarso potere contrattuale nei confronti delle banche.
In un simile contesto occorre quindi pensare ad un nuovo modello di Leadership in quanto un manager non potrà più gestire l’azienda con gli stessi criteri pre-virus.
Non esiste un modello al quale ispirarsi o una formula “chimica” per crearlo in laboratorio.
È comunque certo che alcune caratteristiche “del nuovo leader” saranno ancora più indispensabili che in precedenza.
Accrescere il livello di automotivazione (magari da pagare con un ulteriore livello di solitudine) sarà ancora più importante.
Occorrerà produrre energia non solo per se stessi ma anche per trasmetterla a tutti gli altri.
In questo senso ogni leader dovrà certamente accrescere il proprio coraggio e saper trasmettere passione ed entusiasmo.
Sapendo di semplificare, cosa verrà richiesto quindi al Leader nel nuovo contesto?
▪ Avere una Vision molto chiara, sapendo diagnosticare i punti di forza e di debolezza dell’impresa a lui affidata e immaginando di far fronte ai secondi con riconversioni aziendali, partnership aggregazioni, acquisto di know how;
▪ Saper analizzare lo scenario e l’arena competitiva di riferimento con uno spiccato senso del problem solving, dovendo competere contro concorrenti più aggressivi, ma anche contro il tempo;
▪ Avere la capacità di mobilitare, le risorse aziendali, soprattutto umane, attorno ad una progettualità chiara, definita e comunicabile in un contesto dove con la maggior parte dei suoi dipendenti non avrà più un contatto fisico per via dello sviluppo dello smart working. Dovrà quindi saper guidare e motivare gli uomini e le donne che lavorano in azienda soprattutto con l’esempio a cui i dipendenti dovranno/potranno ispirarsi;
▪ Saper ottenere attraverso lo smart working livelli di produttività superiori rispetto alla situazione precedente utilizzando le tecnologie via via disponibili;
▪ Saper rivisitare il rapporto costi fissi/costi variabili analizzando quelli che sono indispensabili e cercando di eliminare i nice to have;
▪ Realizzare la digitalizzazione dell’azienda sapendo trarre dalla stessa tutte le opportunità in termini di riduzione costi ma avendo come priorità anche di sviluppo di nuovi ricavi;
▪ Essere capace di sapersi esprimere in un contesto senza certezze, fluttuante e continuamente soggetto a input, in maggioranza negativi, di carattere esogeno;
▪ Saper anticipare i cambiamenti, sapendoli affrontare per trasformarli in opportunità, ascoltando le esigenze delle persone e dei mercati di riferimento mantenendo la flessibilità organizzativa per potervisi adeguare nel rispetto di un solido sistema valoriale.
Per prepararsi a ben performare nel nuovo contesto non si può perdere tempo. È auspicabile che i vertici aziendali ne prendano rapida coscienza ed utilizzino anche il periodo attuale per investire nella formazione necessaria a loro e ai loro riporti per affrontare il nuovo scenario di riferimento.
Il post Covid-19 non ammetterà impreparazioni di sorta.








