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Servizi hi-tech e accesso universale ai dati pubblici. Ecco la missione che Draghi ha affidato a Colao e che aiuterà le imprese a ripartire

La missione che il premier Mario Draghi ha assegnato a Vittorio Colao è spingere il Paese a modernizzarsi partendo dalla Pubblica amministrazione, la prima che dovrebbe «digitalizzare» i pagamenti, innescando un circolo virtuoso capace di creare «opportunità» per «tutti gli imprenditori». 

Nel piano la macchina dello Stato ha un ruolo fondamentale, che andrebbe potenziato con l’inserimento di esperti e un maggior utilizzo dell’intelligenza artificiale. 

L’obiettivo è «l’installazione di accessi in fibra in tutti gli edifici» della P.a., «con particolare attenzione a scuole e strutture socio-sanitarie e amministrazioni locali per rendere possibile il passaggio» a servizi hi-tech per i cittadini, lo «smartworking degli impiegati» e l’accesso «universale» ai dati pubblici, un tesoro spesso sottoutilizzato. 

L’accelerazione sulla fibra in tutto il Paese, anche nelle aree fuori mercato, sarà in cima all’agenda dell’ex Ceo di Vodafone. 

Negli ultimi anni, nonostante i progressi, i livelli raggiunti nel resto d’Europa sono rimasti lontani e ora l’obiettivo è «il completamento della copertura nazionale». 

Per raggiungerlo bisognerà «estendere la logica di gara per lo sviluppo» delle infrastrutture «a tutte» le zone «oggi senza impegni cogenti di copertura, sostenendone parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imponendo al fornitore vincente condizioni cogenti di realizzazione nonché garanzia di accesso competitivo a pari condizioni» tecniche e operative a «tutti gli operatori». 

Lo racconta in un retroscena il quotidiano La Stampa. 

L’altra grande sfida si chiama 5G. Per far sl che la tecnologia possa imporsi, superando le resistenze dei territori, il progetto prevede di «adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio, per accelerare lo sviluppo delle reti». 

In un Paese in cui, all’inizio della pandemia, un terzo delle famiglie era sprovvisto di computer, è benvenuto anche il «sussidio» contro il «digital divide». 

Un voucher «per sostenere l’accesso alla banda larga delle fasce meno abbienti della popolazione». 

La battaglia più complicata pero sarà quella contro l’evasione, da vincere mandando in pensione le banconote sopra i 100 euro, incentivando il digitale attraverso «deduzioni» e detrazioni Irpef, «lotterie Instant Win» e «crediti d’imposta per gli esercenti». 

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