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Sergio Costa (Ministro dell’Ambiente): «I soldi per il dissesto ci sono, ma i comuni non sanno spenderli»

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa è stato intervistato sulla Stampa da Flavia Amabile dopo la nuova ondata di maltempo che ha provocato ancora morti, bombe d’acqua e crolli.

Quando finiremo di ripetere che bisogna prevenire e non inseguire i danni e le emergenze? «La prevenzione richiede innanzitutto la consapevolezza che il cambiamento climatico non è qualcosa che riguarda il nostro futuro, ma ci siamo dentro e lo dobbiamo affrontare. Vuol dire capacità di spendere, di mitigare fenomeni climatici straordinari ma sempre più ricorrenti e di adattare il nostro territorio ai cambiamenti del clima».

Ci manca la capacità di spendere? «Le Regioni decidono la conformità dei progetti e se ammetterli ai finanziamenti nazionali, ma i Comuni hanno il compito di individuare i territori a rischio e di realizzare i progetti per metterli in sicurezza: non tutti ci riescono».

Quali sono le difficoltà che incontrano? «La progettazione è molto complicata. I Comuni più grandi hanno competenze e risorse per poterli realizzare ma spesso i Comuni piccoli, quelli delle aree interne dove oltretutto si concentra la gran parte delle zone a rischio, non hanno né le competenze né le risorse per accedere a studi esterni».

Una situazione senza uscita: senza fondi non possono realizzare i progetti per accedere ai fondi di cui avrebbero bisogno… «Per trovare una soluzione abbiamo inserito alcune misure nel decreto Semplificazioni di luglio. Misure che permettono un’accelerazione dei tempi dei progetti. C’è poi da risolvere l’aspetto economico. Come ministero dell’Ambiente abbiamo previsto di anticipare ai Comuni il 30% della spesa in modo da permettere l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere. E possiamo mettere a disposizione le competenze dei funzionari della Sogesid per realizzare i progetti».

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